Le imprese di autotrasporto internazionale che dal primo luglio 2026 devono adottare il cronotachigrafo anche sui veicoli commerciali con massa complessiva tra 2,5 e 3,5 tonnellate stanno subendo costi superiori che variano da 35% all’80%. Lo ha comunicato il Bundesverband der Kurier-Express-Post-Dienste (Bdkep), l'associazione federale tedesca dei corrieri espresso e dei servizi di consegna pacchi, sulla base delle segnalazioni degli associati. Addirittura nelle prime settimane di adozione i rincari tariffari sono stati anche più marcati, fino al 100-200% e oltre in alcuni casi, ma con carattere temporaneo. A ciò si aggiunge il costo di adeguamento tecnico dei mezzi, compreso tra 3.500 e 4.700 euro per veicolo. L'associazione parla anche di una fase di carenza di capacità di carico nel trasporto espresso transfrontaliero con questa tipologia di veicoli, causata dai ritardi nell'installazione dei cronotachigrafi. I gestori delle flotte e committenti, segnala Bdkep, hanno dovuto gestire un clima d’incertezza operativa, mentre i corrieri attivi solo sul mercato nazionale, esclusi dal nuovo obbligo, hanno beneficiato di un vantaggio competitivo temporaneo.
Di fronte ai maggiori costi, Bdkep individua tre strategie di adattamento tra gli operatori. La prima consiste nello scendere sotto la soglia dei 2,5 tonnellate, quindi fuori dal perimetro del nuovo obbligo: e in questo caso l'associazione cita il caso del Piaggio Porter NP6, omologato con una massa complessiva di 2.490 chilogrammi, con una portata indicata intorno ai 900 chilogrammi e la capacità di caricare fino a cinque europallet. La seconda prevede viceversa il passaggio a una categoria di peso superiore a 3,5 tonnellate, tipicamente 7,5 tonnellate, nei quali i costi di conformità si distribuiscono su una capacità di carico maggiore, a condizione di una saturazione sufficiente. La terza strategia è il ritiro dal trasporto internazionale, scelta soprattutto da chi lo considerava un'attività complementare.
Due rilevazioni esterne, citate da Bdkep ma non condotte direttamente dall'associazione, mostrano ulteriori indicazioni. Un'indagine Iru/Arilog di metà maggio 2026 rilevava il 27,7% delle imprese interessate pienamente pronto e il 46,5% non pronto, con l'88% dei veicoli ancora da sottoporre a installazione. La totalità dei soci Arilog prevedeva rincari tariffari e il 75% un aumento importante del costo per chilometro. Una seconda rilevazione, condotta a giugno 2026 da Kienzle Automotive su 116 clienti, mostra il 78% delle imprese bene o benissimo preparato, ma oltre un terzo con il retro-equipaggiamento non ancora completato e il 15,6% senza alcuna azione avviata, mentre il 62,5% citava i costi di adeguamento come ostacolo principale. La stessa Bdkep avverte che il campione Kienzle non è rappresentativo dell'intero parco veicoli tedesco.
Pietro Rossoni






































































