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Fondi europei per le ferrovie in Lettonia


Il progetto Rail Baltica, la ferrovia ad alta capacità che mette in rete le repubbliche baltiche con la Polonia e quindi con il centro Europa, sta dando una scossa, è proprio il caso di dire, a tutta la regione. Il Fondo di coesione dell'Unione europea ha deciso di finanziare un vasto progetto di elettrificazione delle ferrovie della Lettonia. Queste linee non fanno parte del corridoio principale Ten-T conosciuto come Rail Baltica, ma rappresentano l'asse portante dei trasporti ferroviari del Paese e possono a loro volta generare traffico in favore della ferrovia baltica. Il Fondo europeo investirà 318,5 milioni di euro in un progetto di ammodernamento e di conversione alla trazione elettrica che riguarda 308 km della rete est-ovest della Lettonia.
Le linee saranno adeguate ai requisiti della rete europea, facilitando il traffico di transito e il commercio attraverso gli stati baltici e la velocità delle tratte sarà elevata fino a 160 km/h. In particolare l'elettrificazione riguarda una rete che si dirama a forma di ipsilon: partendo da Riga, la capitale lettone, raggiunge il nodo centrale di Krustpils, dove da una parte si prosegue a sud per Daugavpils e dall'altra verso est a Rēzekne. Attualmente solo il 14% della rete ferroviaria della Lettonia, lunga 1.860 km è elettrificata, contro una media europea attestata intorno al 55%.
Sempre sul fronte orientale sono da registrare i progressi di un vasto programma di investimenti attuati dalle ferrovie russe Rzd e che riguardano la Transiberiana e la ferrovia Baikal-Amur (Bam) che collega la Siberia con l'estremo oriente russo. Obiettivo è quello di aumentare la capacità del corridoio merci fino a 180 milioni di tonnellate l'anno entro il 2024. Ora questo livello è possibile solo nella prima parte a doppio binario lunga 700 km, mentre crolla drasticamente nella sezione orientale (tra linea principale e diramazioni la Bam nel complesso raggiunge i 4.300 km). Il progetto in corso prevede la costruzione di 1.300 km di binari aggiuntivi in sede di raddoppio con numerose interconnessioni per un investimento di 7 miliardi di euro. Non è da escludere che il piano di potenziamento conosca una seconda fase da estendere fino al 2030.

Piermario Curti Sacchi

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