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Russia apre corridoio ferroviario per la Turchia


Il documento che apre un importante corridoio per le merci tra Russia e Turchia, passando dall'Azerbaigian, è stato firmato dagli amministratori delegati della Ferrovia russa Oleg Belozerov e di quella turca Uigun Ali Iskhan e dal presidente di quella azerbaigiana Cavid Gurbanov. Il testo prevede un'azione comune per garantire un traffico ferroviario regolare lungo la tratta Baku-Tbilisi-Kars, comprendendo l'istituzione di tariffe sostenibili dal punto di vista commerciale e la realizzazione di un sistema di smistamento per le merci. Inoltre, le tre ferrovie valuteranno la possibilità di costruire di una seconda linea ferroviaria con binario a scartamento di 1520 mm lungo la sezione tra Akhalkalaki (Georgia) e Kars in Turchia e un terminal e centro logistico a Kars.
"Il memorandum che abbiamo firmato apre la strada allo sviluppo del trasporto lungo la linea ferroviaria Baku-Tbilisi-Kars, attualmente in costruzione sotto la guida delle ferrovie azere", ha spiegato Oleg Belozerov. "Ciò significa che la Turchia è collegata allo spazio tecnologico comune delle ferrovie dei paesi dell'ex Unione Sovietica, nonché a Finlandia, Bulgaria e Iran, che lavorano tutti in costante e stretta collaborazione". Il Ceo di Rzd ha aggiunto che "anche carichi della Transiberiana spediti dalla Repubblica di Corea, dalla Cina e da altri Paesi della regione Asia-Pacifico potranno viaggiare lungo il corridoio Baku-Tbilisi-Kars". Questo corridoio servirà per avviare nuovi servizi regolari di trasporto container tra Asia ed Europa, integrando la Turchia in queste rotte.
Nel primo trimestre del 2019, il traffico merci tra Russia e Azerbaigian è aumentato del 25% e i due Paesi stanno potenziando anche la rotta nord-sud che beneficerà anche della nuova ferrovia, in costruzione, tra le città iraniane di Rasht e Astara, quest'ultima vicina al confine con l'Azerbaigian. Questa linea potrà trasportare fino a 100mila teu l'anno e potrà estendere i traffici fino all'India. I due Paesi stanno anche sviluppando la digitalizzazione della documentazione, che ha già raggiunto l'80% delle spedizioni bilaterali.

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