Gli spedizionieri devono prepararsi a gestire rotte e modalità di trasporto alternative quando le tensioni geopolitiche interrompono i corridoi commerciali. È una delle indicazioni del Market Report 2026 della Fiata, presentato il 7 ottobre 2026 a Milano durante il congresso del centenario della federazione. Il documento raccoglie le risposte di 111 professionisti della spedizione e della logistica in 46 territori. La federazione internazionale porta come esempio della vulnerabilità delle rotte le interruzioni nello Stretto di Hormuz, che hanno reso evidente la necessità di alternative praticabili. Per gli spedizionieri significa coordinare itinerari, modalità di trasporto, gateway e partner diversi per tenere in movimento le merci quando una direttrice s’interrompe. Fiata parla di un'evoluzione dal ruolo di organizzatore dei trasporti a quello di coordinatore di catene di approvvigionamento, collegando modalità, corridoi, tecnologie e operatori.
Tra i fattori che gli intervistati ritengono più influenti nei prossimi anni ci sono le tensioni geopolitiche, mentre la digitalizzazione continua a cambiare il modo in cui le catene vengono pianificate, gestite e collegate. In tutte le regioni hanno indicato come priorità crescenti la resilienza, la connettività, l'efficienza regolatoria e le operazioni basate sui dati, mentre emergono differenze territoriali nella valutazione della geopolitica – elemento che incide in modo particolarmente forte in Europa e nell'area Asia-Pacifico – e del commercio elettronico, che nelle Americhe e in Africa e Medio Oriente resta un importante motore del cambiamento.
La resilienza, secondo la ricerca, poggia sulle infrastrutture fisiche e anche su connettività digitale, procedure di frontiera efficienti, scambio di dati interoperabile e quadri regolatori favorevoli. Il direttore generale della Fiata, Stéphane Graber, spiega che: "la resilienza richiede più della sola capacità aggiuntiva". Servono, ha precisato, infrastrutture connesse, sistemi digitali interoperabili, regolazione efficace e una cooperazione più stretta lungo la catena. Il presidente della federazione, Thomas Sim, ha indicato nei risultati una base per capire dove siano necessari investimenti e sviluppo, ricordando che le priorità cambiano da una regione all'altra. Dall'indagine emerge anche un divario tra l'importanza riconosciuta agli spedizionieri e il sostegno di cui dispongono. Infrastrutture, condizioni per gli investimenti, regolazione, procedure doganali e complessità amministrativa restano tra le principali preoccupazioni e il rapporto ne ricava la necessità di sviluppare le infrastrutture fisiche e di rendere più efficienti i quadri regolatori. Con la digitalizzazione e l'intelligenza artificiale a spingere la competitività, anche le politiche devono tenere il passo.
A.M.B.







































































