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I treni dall’Asia vivono di contributi pubblici

I servizi di trasporto ferroviario delle merci fra l'Estremo Oriente e l'Europa non sarebbero economicamente sostenibili se non ricevessero consistenti contributi pubblici dalla Cina. Lo ha affermato a Genova l'amministratore delegato di Mercitalia Logistics, Marco Gosso, in occasione del convegno intitolato "The new silk road for Italy", organizzato dal Comune di Genova in collaborazione con il Gruppo Rina, lo studio legale Baker McKenzie e il think tank Eastarnational.
Gosso ha confermato che il capoluogo ligure è una delle potenziali via d'accesso della nuova Via della Seta cinese verso l'Europa ma ha anche sottolineato che la Belt and Road Initiative per il gruppo Ferrovie dello Stato italiane può rappresentare sia un'opportunità, sia una trappola: "Adotteremo una strategia di forte focalizzazione", ha spiegato il numero uno di Mercitalia Logistics
Gosso ha sottolineato che "oggi esistono circa quaranta relazioni fra la Cina e diversi Paesi europei" ma, ha aggiunto, "questi servizi non sarebbero economicamente sostenibili se non fossero sovvenzionati pubblicamente. In media la sovvenzione pubblica è compresa fra 3500 e 4000 dollari a contenitore e senza questi aiuti il costo salirebbe a 9000 dollari". A queste cifre chiaramente il trasporto su ferro fra Asia ed Europa non sarebbe competitivo né rispetto all'alternativa del trasporto marittimo (più conveniente – del 50% -ma più lento) né rispetto al trasporto aereo (molto più caro ma con un transit time di poche ore).
Fatte queste considerazioni, Gosso ha aggiunto che Mercitalia intende comunque partecipare al maxi-progetto della Belt and Road Initiative offrendo servizi di trasporto ferroviario merci da e per i porti italiani, un segmento dove oggi il gruppo è leader con l'80% di quote di mercato. "Stiamo dialogando con compagnie marittime, terminalisti portuali e spedizionieri, oltre che con l'operatore intermodale svizzero Hupac, per trovare i volumi di merce necessari a bilanciare i viaggi di andata e di ritorno da e per il porto di Genova" ha rivelato il numero uno di Mercitalia Logistics.
A seguire anche Paolo Emilio Signorini, presidente dell'Autorità di Sistema Portuale di Genova e Savona, ha affrontato il tema del trasporto ferroviario merci nell'ambito della Belt and Road Initiative dichiarando: "In futuro, la battaglia si gioca sul controllo dei traffici marittimi. Gli scali del Nord Europa sono i concorrenti dell'Italia e i fattori determinanti per aggredire il mercato dell'Europa centrale sono due: il primo è poter accogliere e lavorare le grandi navi portacontainer di ultima generazione, il secondo è poter formare treni merci lunghi 700 metri".

Nicola Capuzzo

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