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Battuta d’arresto per le merci sui valichi ferroviari svizzeri

L’obiettivo di superare i risultati del 2018 o addirittura raggiungere i livelli record del 2016 è andato deluso. Il traffico ferroviario merci attraverso le Alpi svizzere nel 2019 ha dovuto fare i conti con una realtà economica tutt’altro che brillante che si è tradotta in numeri dal segno negativo. Secondo i dati forniti dall’Ufficio federale dei trasporti di Berna, dai valichi alpini svizzeri sono transitate su rotaia merci per 26,6 milioni di tonnellate contro i 27,9 milioni del 2018, con una perdita quindi di 1,3 milioni di tonnellate, pari al 4,6% in meno, valori ben distanti dal record assoluto del 2016 con 28,7 milioni di tonnellate.

Questo rallentamento è riconducibile a vari fattori e non tutti legati all’andamento dell’economia. Il traffico transalpino, nonostante gli ingenti investimenti fatti dalla Confederazione, sconta alcune debolezze esterne, come l’affidabilità tuttora insufficiente lungo il corridoio Reno-Alpi, la carenza di risorse, in primo luogo macchinisti, lo scarso coordinamento tra le varie amministrazioni ferroviarie e tra tutti gli operatori, nonché la scarsa puntualità di servizi come l’autostrada viaggiante Novara-Friburgo. A tutto questo si è aggiunta la difficoltà a garantire un servizio ottimale in presenza di numerosi cantieri lungo le linee per la manutenzione straordinaria e l’adeguamento della rete alla domanda generata dai grandi progetti infrastrutturali come la trasversale alpina AlpTransit.

La battuta d’arresto per il traffico merci su ferrovia non ha interessato allo stesso modo le varie tipologie. A pagare il prezzo maggiore è stato il trasporto a carri completi che ha registrato un calo del 9,3%. Sull’autostrada viaggiante (RoLa) il volume si è ridotto del 5,5%, mentre per il traffico combinato non accompagnato la contrazione si è limitata al 2,7%, segno dunque di un’evoluzione dei trasporti sempre più verso quest’ultima formula. Anche perché, se l’analisi prende in considerazione i diversi itinerari, si può osservare come nel 2019 l’asse del San Gottardo ha segnato addirittura un aumento dei volumi del 6,2%, mentre quello del Sempione ha conosciuto un notevole calo dell’11,6%, penalizzato anche da importanti lavori lungo la linea con diverse interruzioni e diminuzioni di capacità. Questo corridoio è stato anche penalizzato dal lungo sciopero dei ferrovieri francesi.

Per far fronte alla carenza di capacità, si pensa d’incrementare gli investimenti sulla rete. Il Consiglio federale ha proposto al Parlamento elvetico di prevedere un budget di spesa di 13,7 miliardi di euro per il periodo 2021-2024 da destinare al mantenimento e all’ammodernamento della rete ferroviaria, oltre un miliardo in più rispetto al quadriennio in corso. Inoltre si vogliono destinare 285 milioni di euro a favore della realizzazione o dell'ampliamento di raccordi ferroviari privati, quindi con aziende e centri logistici, in modo da accrescere la quota merci per ferrovia.

Piermario Curti Sacchi

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