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Podcast K44

Cronaca

  • Benzina spacciata per solvente sequestrata a Padova

    Benzina spacciata per solvente sequestrata a Padova

    Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Padova hanno sottoposto a sequestro preventivo 33mila litri di benzina di contrabbando, dichiarata come solvente nei documenti di trasporto, e l'autoarticolato utilizzato. Denunciato per contrabbando di prodotti petroliferi il conducente ungherese del mezzo, fermato al valico di Tarvisio.

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  • Nhava Sheva snodo instabile per il Golfo

    Nhava Sheva snodo instabile per il Golfo

    Il porto indiano di Nhava Sheva è diventato il principale hub di trasbordo verso il Golfo dopo la crisi del Mar Rosso, ma nel 2026 lo scontro tra Israele e Iran e la chiusura dello stretto di Hormuz hanno reso instabile l'assetto costruito dai vettori regionali.

    Riforma dell’autotrasporto internazionale a rischio di frenata

    Dopo un complesso e lungo percorso compiuto nel Parlamento Europeo e nel Trilogo, culminato con l’accordo provvisorio del dicembre 2019 tra Consiglio ed Europarlamento, il Primo Pacchetto Mobilità potrebbe compiere un passo indietro per i dubbi espressi dalla Commissione Europea, che è l’organismo che ha proposto il Pacchetto stesso (poi modificato nel percorso parlamentare). Dopo avere preso atto del testo uscito dal quarto trilogo dell’11 e 12 dicembre 2019, la Commissione “si rammarica” che il Parlamento ha incluso nel primo Pacchetto Mobilità “elementi che non sono in linea con le ambizioni dell'European Green Deal e l'approvazione da parte dell'Euco dell'obiettivo di raggiungere un’Unione Europea neutrale dal punto di vista climatico entro il 2050”.

    In particolare, la Commissione ritiene incompatibili con il Green Deal l’obbligo dei veicoli industriali a tornare nello Stato membro di stabilimento (ossia dove ha sede l’impresa che lo possiede) entro l’ottava settimana dalla loro uscita per un trasporto internazionale e le restrizioni imposte al trasporto combinato. “Queste misure non facevano parte delle proposte della Commissione adottate il 31 maggio 2017”, precisa la Commissione. Sul ritorno dei veicoli al Paese di stabilimento, la Commissione afferma che “porterà a inefficienze nel sistema di trasporto e un aumento delle emissioni inutili, dell'inquinamento e della congestione”, mentre per le restrizioni sul combinato ne ridurranno l'efficacia a sostegno del trasporto multimodale. Quindi, la Commissione “valuterà attentamente l'impatto sul clima, sull'ambiente e sul funzionamento del mercato unico di questi due aspetti” e poi, se necessario “eserciterà il suo diritto di presentare una proposta legislativa mirata prima dell'entrata in vigore delle due disposizioni”.

    Ma gli ostacoli al primo Pacchetto Mobilità non arrivano solamente dalla Commissione Europea, perché alcuni Stati hanno espresso la loro opposizione ad alcuni provvedimenti e non sono tutti dell’Est. Bulgaria, Cipro, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia e Romania ritengono che il testo contrasti con i principi del mercato unico e della libera circolazione dei lavoratori, oltre che condividere i dubbi sulla sostenibilità ambientale dell’obbligo di ritorno al Paese di stabilimento (aumentando la percorrenza a vuoto dei veicoli). Sono contrari anche al “periodo di raffreddamento” per il cabotaggio stradale, ossia l’obbligo di non entrare per quattro giorni in uno Stato membro dove il veicolo ha svolto trasporti nazionali, perché ritenuta una misura protezionistica.

    A occidente spicca il Belgio, che si oppone al periodo di raffreddamento, un provvedimento ritenuto eccessivo e considerato un ostacolo all’efficienza della filiera logistica perché aumenterebbe i viaggi a vuoto. Perciò, si asterrà dall’approvare l’accordo, pur condividendo altri provvedimenti, come il divieto del riposo settimanale in cabina, l’applicazione delle regole del distacco transnazionale al cabotaggio terrestre, l’introduzione del cronotachigrafo nei veicoli da 2,4 a 3,5 tonnellate quando svolgono trasporti internazionali e il ritorno al Paese di stabilimento.

    Anche l’Estonia ha preso posizione contro alcuni aspetti del Primo Pacchetto Mobilità, che porrebbe i suoi vettori “in una situazione di svantaggio competitivo”. Anche in questo caso, il primo ostacolo è l’obbligo di rientro nel Paese di stabilimento, che non faceva parte del pacchetto originale. L’Estonia ritiene che questo provvedimento sia eccessivo, perché il Pacchetto contiene già altri provvedimenti contro le letter-box, ossia le società di autotrasporto fantasma create solo per eludere le norme fiscali e previdenziali. Perciò l'Estonia voterà contro l’accordo.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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