Il Consiglio dei ministri che si è riunito nella serata del 18 marzo 2026 ha approvato un primo provvedimento per affrontare l’impennata del prezzo dei carburanti causata dalle conseguenze dell’attacco di Stati Uniti e Israele all’Iran. Il Decreto prevede tre provvedimenti, che comunque sono temporanei. Mentre scriviamo questo articolo non si conosce il testo completo del Decreto, ma solo alcune anticipazioni diffuse da fonti ufficiali.
Il primo, che vale per tutti, è una riduzione delle accise di 25 centesimi al litro per gasolio e benzina e di 12 centesimi al chilo per il Gpl. Non è chiaro se la riduzione vale anche per il biocarburante Hvo che, in caso contrario, sarebbe penalizzato rispetto a quello fossile. Questa riduzione resterà in vigore per soli venti giorni. Grazie anche alla riduzione dell’Iva sulle accise, il prezzo alla pompa del gasolio dovrebbe diminuire di 25,30 centesimi al litro.
Per il solo autotrasporto, il Decreto istituisce un “contributo straordinario, sotto forma di credito d’imposta, per la maggior spesa sostenuta nei mesi di marzo, aprile e maggio rispetto al mese di febbraio 2026”, come spiega il comunicato del Governo, precisando che “criteri e modalità applicativi saranno stabiliti con successivo Decreto”.
Il credito d’imposta sarà pari al 28% sulla spesa di acquisto del gasolio sostenuta dalle imprese di autotrasporto, al netto dell’Iva. La spesa dovrà essere documentata da fatture. Ma non dovrebbero beneficiare tutti, perché da anticipazioni emerge che il credito varrà solo per veicoli Euro V ed Euro VI. Non è chiaro se ci sarà anche un limite di peso, come avviene per il rimborso parziale delle accise (che vale solo per i veicoli con massa superiore a 7,5 tonnellate) e neppure se il beneficio varrà anche per il conto proprio. Bisogna quindi aspettare il Decreto attuativo. Per questa misura il Governo ha stanziato 608.549.423 euro.
Il terzo provvedimento riguarda i controlli contro le speculazioni, rafforzando l’attività di controllo svolta dal Garante dei Prezzi del ministero delle Imprese. Il Governo spiega che “per un periodo di tre mesi, le compagnie petrolifere saranno tenute a comunicare e pubblicare i prezzi consigliati, che saranno oggetto di sorveglianza da parte del Garante, con previsione di sanzioni in caso di inadempimento”.


































































