L’acquisizione di Seatruck da parte di Naviland Cargo – controllata da Sncf - segna un rafforzamento strutturale della componente stradale a supporto del trasporto combinato ferroviario di container.
L’operazione rientra nella strategia di Rail Logistics Europe di costruire filiere integrate ferro-strada, riducendo la frammentazione dell’ultimo chilometro e aumentando la capacità di assorbire i flussi container marittimi e continentali.
Il contesto è quello di un 2025 di rilancio dopo un 2024 complesso, sostenuto da investimenti nel materiale rotabile, da un nuovo governo del polo combinato e da un posizionamento più chiaro sul mercato europeo.
L’acquisizione di Seatruck da parte di Naviland Cargo rappresenta un’importante operazione d’integrazione industriale per il mercato francese del trasporto combinato. L’annuncio, reso pubblico all’inizio di febbraio 2026, riguarda il passaggio dell’attività d’intermediazione dell’autotrasporto specializzata nel trasporto di container marittimi dal perimetro Sealogis, marchio logistico del gruppo Geodis, a quello di Naviland Cargo, società appartenente al polo Rail Logistics Europe del gruppo Sncf.
Con il completamento dell’operazione, l’attività viene presentata sul mercato con il marchio “Seatruck by Naviland”. La scelta segnala la volontà di mantenere continuità operativa e riconoscibilità commerciale, inserendo al tempo stesso Seatruck a pieno titolo nella rete Naviland. L’acquisizione si colloca in una fase di riorganizzazione più ampia del cargo ferroviario francese, orientata a un rafforzamento delle filiere integrate e del ruolo del trasporto combinato.
Naviland Cargo è uno dei principali operatori francesi del combinato, focalizzato sui flussi di container e casse mobili tra porti marittimi, terminal interni e aree industriali. Il modello operativo si basa su treni completi, integrati da una rete strutturata autotrasportatori che garantiscono primo e ultimo chilometro stradale. Questa rete, identificata come Navitrucking, costituisce un elemento chiave della proposta porta-a-porta dell’azienda.
Prima dell’operazione, Naviland disponeva di una rete di circa 80 autotrasportatori. Con l’integrazione di Seatruck, il numero sale a circa 130, distribuiti su 20 agenzie, di cui quattro all’estero tra Germania, Paesi Bassi, Belgio e Spagna. Il fatturato complessivo delle attività combinate e stradali si avvicina ai 135 milioni di euro annui, rafforzando il peso industriale del gruppo nel trasporto di container.
Seatruck, prima della cessione, costituiva la struttura d’intermediazione dell’autotrasporto di Sealogis ed era specializzata nel trasporto di container marittimi e nei collegamenti tra porti e retroterra. La rete operativa serve i principali scali francesi, tra cui Le Havre, Dunkerque, Fos-sur-Mer, Bordeaux e Montoir-de-Bretagne, con una clientela composta da spedizionieri, operatori logistici e caricatori attivi sia sulla strada, sia sul combinato.
Il perimetro acquisito presenta dimensioni rilevanti. Circa 50 autotrasportatori entrano nella rete Naviland, con un contributo stimato di circa 55 milioni di euro di fatturato annuo. La flotta comprende all’incirca 1.200 semirimorchi dedicati al trasporto di container, che si aggiungono alle risorse già disponibili. La capacità stradale aggiuntiva è valutata in circa 150mila unità di trasporto intermodale all’anno, a fronte di volumi ferroviari Naviland prossimi alle 160mila unità annue.
L’integrazione rafforza in modo particolare la presenza nei porti dell’area Manica-Atlantico e del Mediterraneo, aree strategiche per l’import-export francese. Dal punto di vista operativo, l’operazione consente di ridurre la dipendenza da subfornitori occasionali in alcuni bacini fondamentali e di migliorare la continuità tra ferrovia e strada, uno degli elementi più critici della catena intermodale.
Da un lato, Naviland vuole aumentare la densità della propria rete di pre e post-instradamento, riducendo le discontinuità territoriali tra terminal ferroviari e bacini di consumo. Dall’altro, l’acquisizione permette di aumentare la capacità di assorbire i flussi di container generati dai porti francesi, migliorando l’affidabilità complessiva del servizio combinato.
Per Rail Logistics Europe, l’operazione è coerente con la strategia di trasformazione del cargo ferroviario, orientata a prodotti a maggiore valore aggiunto e a una più stretta integrazione tra le modalità. Rafforzare la componente stradale, pur mantenendo un modello a contenuto patrimoniale limitato, consente di valorizzare la regia ferroviaria del gruppo e di presidiare in modo più efficace l’ultimo chilometro. Dal lato di Sealogis e Geodis, la cessione riguarda esclusivamente l’attività d’intermediazione dell’autotrasporto Seatruck. Il gruppo continua a operare nel trasporto stradale con il marchio “Seatruck Tautliner”, focalizzato su altri segmenti di traffico. L’operazione può essere letta come una razionalizzazione del portafoglio, con una riallocazione delle risorse verso attività più coerenti con il cuore logistico del gruppo.
L’acquisizione di Seatruck s’inserisce in un contesto di rilancio più ampio per Naviland Cargo. Dopo un 2024 complesso, caratterizzato da un calo dei volumi e da un contesto di mercato sfavorevole, il 2025 è stato come un anno di ripartenza. I primi indicatori mostrano una dinamica commerciale più favorevole e un rafforzamento su hub chiave, tra cui Strasburgo.
Questo rilancio è sostenuto anche dalla nuova architettura del polo combinato di Rail Logistics Europe, che ruota attorno a Naviland Cargo e Viia. La riorganizzazione, annunciata nell’aprile 2025, definisce tre pilastri di offerta: autostrade viaggianti, combinato marittimo e sviluppo del combinato continentale. Una direzione comune tra Naviland e Viia assicura maggiore allineamento strategico e sinergie operative, pur mantenendo l’autonomia delle singole entità.
Tra fine 2024 e 2025 Naviland ha avviato un programma di rinnovo del parco carri pari a circa 100 milioni di euro, con l’introduzione di 800 nuovi carri da 80 piedi su un totale di 1.250 unità. I nuovi carri consentono di operare treni fino a 850 metri, rispetto ai 730 precedenti, con un incremento della capacità complessiva stimato intorno al 15% e un miglioramento dell’operatività internazionale, in particolare verso la Spagna.
L’operazione Seatruck contribuisce alla concentrazione del mercato. Una quota rilevante dell’intermediazione dell’autotrasporto container passa sotto il controllo di un operatore strettamente collegato alla ferrovia pubblica francese. Per la clientela, l’offerta combinata guadagna in visibilità e coerenza, con un interlocutore unico in grado di presidiare l’intera catena porta-a-porta. Per gli autotrasportatori indipendenti, l’integrazione può generare opportunità di subfornitura, ma anche maggiore pressione competitiva in alcuni bacini.
P.R.









































































