- Nello Short-Term Energy Outlook del 9 settembre l'Eia porta il margine medio di raffinazione dei distillati negli Stati Uniti a 1,57 dollari al gallone nel 2026 e a 1,25 dollari nel 2027: rispettivamente +20,8% e +28,5% sulla stima di agosto. Da agosto a novembre il margine del gasolio supera i 2 dollari al gallone.
- Goldman Sachs prevede per il 2027 margini del gasolio sul Brent di 63 dollari al barile negli Stati Uniti e di 49 dollari in Europa, contro 27 e 19 dollari stimati a febbraio. Alla base della revisione, fermate di raffinerie in Russia e Medio Oriente, scorte basse e nuova capacità di raffinazione insufficiente.
- In Italia il gasolio self-service ha toccato il 17 settembre una media di 2,266 euro al litro, oltre il record di marzo 2022. Il Governo ha prorogato il taglio delle accise in forma ridotta: lo sconto scende da 17,1 a 12,2 centesimi al litro dal 18 al 25 settembre e a 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre.
Il gasolio resterà caro più a lungo di quanto stimato fino a poche settimane fa il suo aumento di prezzo potrà continuare almeno fino a metà 2027. Lo dicono due diverse ricerche svolte dall’ente statunitense l'Energy Information Administration (Eia) e dalla banca d’affari Goldman Sachs. Nello Short-Term Energy Outlook (Steo) pubblicato il 9 settembre l'Eia, che fa parte del dipartimento dell'Energia statunitense, a settembre 2026 ha portato il margine medio di raffinazione dei distillati negli Stati Uniti (crack spread) a 1,57 dollari al gallone per il 2026 e a 1,25 dollari per il 2027, valori che rispetto alla previsione di agosto sono rispettivamente superiori del 20,8% e del 28,5%. Dodici giorni prima, Goldman Sachs aveva rivisto le proprie stime in misura ancora più ampia: la banca d'affari prevede ora per il 2027 margini del gasolio sul Brent di 63 dollari al barile negli Stati Uniti e di 49 dollari in Europa, contro i 27 e 19 dollari indicati a febbraio. Più contenuti sono i valori attesi per la benzina, a 29 dollari al barile negli Usa e a 22 dollari in Europa, mentre il margine statunitense 3-2-1, calcolato su una raffinazione che da tre barili di greggio ricava due barili di benzina e uno di distillati, si attesterebbe a 40 dollari.
Nel profilo dell'Eia la tensione tocca il culmine nei mesi autunnali. Da agosto a novembre il margine gasolio del diesel negli Stati Uniti supererà i 2 dollari al gallone, per poi ridursi in modo costante fino alla metà del 2027. L'agenzia lega però il rientro a tre ipotesi: il ritorno a breve di un traffico normale di petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, l'aumento delle esportazioni di distillati dalle raffinerie di Arabia Saudita e Kuwait e una maggiore disponibilità di greggio per le raffinerie dell'Asia orientale, che potrebbero così aumentare la produzione. Lo stesso Steo individua due rischi al rialzo. Se i flussi dal Medio Oriente restassero limitati oltre la fine del 2026, i margini mondiali dei distillati risulterebbero più alti di quelli dello scenario base e pesa anche la perdita della raffinazione in Russia, a causa dei bombardamenti ucraini e del conseguente divieto alle esportazioni, i cui effetti sul mercato globale sono stimati fino al primo semestre 2027. Per il Medio Oriente, l'agenzia ipotizza che alcuni vincoli all'esportazione di petrolio durino fino a fine anno e che la produzione di greggio resti sotto le medie precedenti al conflitto fino al secondo trimestre 2027. Bisogna precisare che queste previsioni sono state chiuse il 3 settembre e non tengono conto degli sviluppi successivi.
Sul mercato statunitense emerge un problema di scorte: le giacenze di distillati scenderanno sotto i cento milioni di barili a settembre e resteranno al di sotto del minimo del quinquennio 2021-2025 per gran parte del 2027, secondo lo Steo, mentre da febbraio le esportazioni nette di distillati degli Usa si mantengono ogni mese vicine o superiori ai massimi quinquennali, spinte dai prezzi internazionali. L'Eia prevede che l'effetto delle basse scorte sui prezzi interni sarà marcato tra autunno e inverno, quando la manutenzione delle raffinerie ridurrà la produzione di distillati e la raccolta agricola ne aumenterà i consumi. Su scala mondiale, stima l'agenzia, le scorte di petrolio sono calate di 400 milioni di barili da inizio anno.
Goldman Sachs motiva la sua revisione con la forte contrazione dell'offerta di prodotti raffinati. Le lavorazioni mondiali delle raffinerie sono scese di circa 7 milioni di barili al giorno su base annua e le fermate degli impianti superano del 60% la norma stagionale. Le esportazioni globali di prodotti raffinati si sono ridotte di circa 6 milioni di barili al giorno (–25%) e tre quarti del calo si concentrano tra Golfo Persico e Russia. La nuova capacità di raffinazione, stimata dalla banca in 0,4-0,5 milioni di barili al giorno l'anno nel biennio 2026-2027, non basta a compensare le fermate russe e la crescita strutturale della domanda e il ritorno delle lavorazioni ai livelli stagionali normali è atteso solo nella seconda metà del 2027. Gli analisti collegano la tensione ai crescenti attacchi contro le raffinerie in Medio Oriente e in Russia, che hanno ristretto una capacità di raffinazione mondiale che già prima era sotto pressione, indicando nel gasolio l'epicentro del rialzo dei prodotti raffinati. Le esportazioni di carburanti dal Golfo Persico viaggiano a circa il 40% dei livelli prebellici, contro il 70-80% stimato per il greggio. Ricordiamo che alla fine di agosto Mosca ha prorogato sino alla fine di settembre il divieto di esportazione di gasolio, adottato dopo che gli attacchi con droni ucraini hanno ridotto la produzione delle raffinerie russe.
Sulla durata della crisi le due previsioni divergono. L'Eia ritiene che i flussi attraverso Hormuz torneranno normali nel breve termine, mentre Goldman Sachs, nell'aggiornamento del 7 settembre, assume che le interruzioni del trasporto marittimo dal Medio Oriente si estendano al 2027 e alza di 5 dollari le stime sul Brent: 85 dollari al barile a dicembre 2026 e 80 dollari di media nel 2027. Dopo una media di 91 dollari ad agosto, l'agenzia statunitense colloca il Brent intorno ai 90 dollari nel secondo semestre 2026 e in calo a 74 dollari nel 2027, con l'aumento della produzione e la ricostituzione delle scorte.
Bisogna chiarire che il margine di raffinazione non coincide con il prezzo alla pompa, sul quale incidono anche tasse, costi logistici, distribuzione e cambio, ma ne anticipa la pressione all'origine. Per il gasolio al dettaglio negli Stati Uniti l'Eia prevede ora una media di 5,07 dollari al gallone (4,41 euro) nel 2026 e di 4,40 dollari (3,83 euro) nel 2027, con revisioni del +4,4% e del +8,2% sulla stima di agosto. Anche il valore 2027 resta sopra i 3,66 dollari (3,19 euro) della media 2025.
Intanto in Italia il gasolio self-service ha raggiunto il 17 settembre una media di 2,266 euro al litro sulla rete stradale, superando il precedente record di 2,229 euro del 17 marzo 2022. Il Governo ha prorogato il taglio delle accise sul gasolio riducendone l'entità: lo sconto, Iva compresa, è sceso da 17,1 a 12,2 centesimi al litro dal 18 settembre e fino al 25, per poi passare a 6,1 centesimi dal 26 settembre al 5 ottobre. Senza alcuna riduzione, ai prezzi del 16 settembre il gasolio self-service costerebbe 2,416 euro al litro.
Antonio Illariuzzi




































































