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Podcast K44

Cronaca

  • Multa di 6.000 euro per una bisarca polacca a Monfalcone

    Multa di 6.000 euro per una bisarca polacca a Monfalcone

    A Monfalcone la Polizia Locale ha multato con oltre seimila euro l’autista di una bisarca immatricolata in Polonia dopo un'analisi retrospettiva dei dati tachigrafici su 56 giorni, in cui ha rilevato diverse violazioni dei tempi di guida e riposo.

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    Guerra dell’autotrasporto tra Italia e Malta


    Il tema è stato sollevato dalla testata locale Malta Today, che ha pubblicato un ampio articolo nel quale vengono riportate le parole di diversi autisti maltesi (la maggior parte in forma anonima) che chiedono maggiori controlli all'ingresso dei mezzi italiani una volta sbarcati a Malta, contrastando così eventuali traffici illeciti (soprattutto di droga o prodotti di contrabbando) che sembrerebbero giustificare il crescente impiego di società di autotrasporto siciliane molto più competitive. I camion viaggiano via nave a bordo dei mezzi veloci di Virtu Ferries ma anche sui traghetti di Grimaldi e Tirrenia che operano sulle autostrade del mare attive fra le due isole. Un autista maltese racconta che in Sicilia lui e i suoi connazionali subiscono molti controlli sui mezzi e sul carico rischiando multe da almeno 2500 euro e sospensioni della possibilità di circolare in Italia per tre mesi. Lo stesso, invece, non avverrebbe sulle sponde opposte del Canale di Malta dove invece, secondo il racconto riportato dal media locale, i mezzi italiani vengono fatti sbarcare senza particolari controlli e possono liberamente consegnare il proprio carico ai rispettivi destinatari.
    Destinatari che spesso sono acquirenti maltesi di prodotti d'arredamento o altre forniture che nei grandi centri commerciali in Sicilia (Ikea, Mondo Convenienza, Maisons du Monde e Bricoman fra gli altri) costano meno rendendo conveniente fare shopping in Italia e pagare un trasporto fra le due isole. Molti autotrasportatori a Malta sono padroncini e uno di questi, Bastjan Attard, spiega che per un viaggio andata e ritorno oggi la tariffa da lui praticata è di poche centinaia di euro, "certamente meno di mille euro", e non può permettersi di chiedere qualcosa in più seppure i margini di guadagno siano ridotti al minimo. Se aumentasse il prezzo richiesto, infatti, si ritroverebbe subito fuori mercato e il suo posto verrebbe immediatamente preso da un concorrente italiano.
    Un altro padroncino maltese racconta che un ristoratore locale gli ha confessato di essere stato contattato da un trasportatore siciliano e, una volta messe a confronto le rispettive tariffe, il collega maltese non capiva come potesse essere sostenibile offrire lo stesso servizio a un prezzo così basso. Casi simili stanno avvenendo per diverse aziende a Valletta e dintorni tanto che la quota di mercato degli autotrasportatori siciliani a Malta sembra essere in rapida ascesa.
    Un fenomeno sul quale si è espressa anche la Camera di Commercio maltese (Malta Chamber of Commerce) non rilevando alcuna violazione della normativa comunitaria in materia di concorrenza anche se in passato lo stesso ente aveva storto il naso sulla questione della libera circolazione delle merci. In particolare, la Camera di Commercio ha sempre ritenuto inaccettabile consentire l'abuso del libero mercato consentendo incoerenze nelle procedure nei controlli alle merci adottate in diversi punti del porto. "Diverse procedure applicate su banchine diverse consentono a determinate merci di entrare a Malta senza i necessari controlli o certificazioni", ha affermato un portavoce. "Tali carenze ostacolano il dovere delle autorità competenti di effettuare controlli e accertare che il carico trasportato rispetti le leggi e gli standard locali ed europei".

    Nicola Capuzzo

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