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Covid-19 mette in risi l’autotrasporto spagnolo

Le restrizioni causate dalla pandemia di Covid-19 stanno colpendo le imprese spagnole in un’attività dove sono molto attive, ossia l’autotrasporto internazionale. Lo mostra una ricerca svolta dall’associazione degli autotrasportatori Astic tra le principali flotte del Paese. Il 40% degli interlocutori ha dichiarato che tra marzo e aprile ha perso tra il 25% e il 50% dei viaggi, mentre i viaggi a vuoto sono aumentati mediamente del 30%, con un picco del 50%. La stessa percentuale dichiara di avere usato ammortizzatori sociali per affrontare la crisi. I settori più colpiti sono il trasporto di materie prime, di elettrodomestici e di autoveicoli, mentre tengono quelli di alimentari e prodotti sanitari.

Gli autotrasportatori spagnoli hanno dovuto affrontare gli stessi problemi di quelli italiani: mancanza di dispositivi di protezione individuale per gli autisti, chiusura delle aree di servizio autostradali e nessuna collaborazione ai punti di carico e scarico. Inoltre la pandemia ha causato un aumento dei costi: secondo l’Astic solo le misure di protezione per gli autisti costano 120 euro per persona. Per affrontare questa crisi, le imprese spagnole chiedono al Governo un supporto finanziario pari ad almeno il 15% del fatturato annuale e una riduzione degli oneri sociali.

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