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Code di camion tra Serbia e Croazia


Il fiume di profughi provenienti dal Medio Oriente sta mettendo in grave difficoltà l'autotrasporto europeo. Quello di oggi è solo l'ultimo esempio di lunghe code di camion che si formano alle frontiere tra Paesi europei, causate dai controlli attuati dalle Autorità o perfino dal blocco della circolazione. La decisione del Governo croato di chiudere ai mezzi pesanti l'accesso al confine con la Serbia è avvenuta improvvisamente dalla mezzanotte tra il 20 e il 21 settembre.
Il punto di confine di Batrovci-Bajakovo separa la Croazia dalla Serbia e si trova sull'autostrada che collega le due capitali Belgrado e Zagabria, che è un'arteria importante non solo per i trasporti bilaterali, ma anche per quelli che interessano l'intera area balcanica. Quello di Batrovci-Bajakovo era l'unico passaggio tra Serbia e Croazia rimasto aperto, dopo la decisione croata di chiudere gli altri sette punti di confine. Durante la giornata si sono creati parecchi chilometri di coda e la decisione croata ha suscitato la protesta del Governo serbo, che la ritiene "scorretta e poco amichevole".
La scorsa settimana si sono verificate code di camion anche al confine del Brennero tra Italia e Austria, quando il Governo austriaco ha attivato controlli più stringenti verso veicoli e persone in transito. La questione è ormai diventata europea e e l'aumento dei controlli dei documenti e dei veicoli interessa sempre più frontiere: dopo Germania, Austria e Slovacchia, presto potrebbero attuarla la Polonia e i Paesi Bassi. Mentre all'Est vengono addirittura bloccati gli accessi.
Le imprese di autotrasporto internazionale stanno già valutando i danni causati dai ritardi ai confini, che a loro volta si ripercuotono sull'intera filiera logistica provocando un aumento dei costi del trasporto. L'associazione olandese della logistica stima che se i controlli saranno attuati a tutte le frontiere, gli autotrasportatori olandesi potrebbero avere costi superiori fino a 600 milioni di euro l'anno. Un anticipazione è stata vissuta questa estate tra Francia e Gran Bretagna, a causa delle interruzioni dei traghetti e dei treni avvenute a Calais.

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