Le imprese di autotrasporto rischiano di non beneficiare dei prezzi calmierati dei carburanti alla pompa - finora stabiliti da Eni, IP e Q8 - perché molti veicoli industriali si riforniscono in extrarete. Lo segnala Paolo Uggè, presidente di Fai-Conftrasporto, precisando che le compagnie petrolifere non applicano il prezzo scontato a questi rifornimenti. Uggè lascia da parte il giudizio sull'intervento sui prezzi dei prodotti petroliferi: "Al di là della condivisibilità della decisione sarebbe un errore gravissimo non considerare che il trasporto professionale si rifornisce in extrarete". Quindi paradossalmente gli autotrasportatori che usano l’extrarete non solo non beneficiano del tetto al prezzo praticato alla pompa, ma rischiano di essere penalizzate di nuovo dal caro carburante. Infatti, Uggè rileva una seconda conseguenza: col tetto al prezzo alla pompa, i committenti ora chiedono agli autotrasportatori riduzioni di tariffa. "Una vera beffa", è il commento del presidente di Conftrasporto.
Nel suo intervento del 29 settembre 2026, Uggè richiama l'accordo firmato a maggio dalle associazioni di categoria con la presidente del Consiglio e il ministro dei Trasporti, che portò le sigle firmatarie a sospendere un fermo destinato, a suo giudizio, a "mettere il Paese in ginocchio". Il Governo, chiede Uggè, deve evitare che l'intesa resti "carta straccia" e rafforzarla, accelerando l'effettiva messa a disposizione delle risorse già stanziate. "Le imprese sono in forte sofferenza e la burocrazia deve essere sollecitata ad accelerare i tempi", afferma, per poi aggiungere: "Il Governo ne ha il potere. Lo eserciti". Senza una presa di posizione in tempi brevi che confermi le risorse necessarie, avverte Uggè, si rischia di alimentare speculazioni e strumentalizzazioni politiche e di favorire focolai di protesta "non facili da gestire". Le condizioni attuali sono per il presidente di Fai Conftrasporto "estremamente delicate".







































































