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  • Il 2019 è peggior anno del cargo aereo del decennio

    Il 2019 è peggior anno del cargo aereo del decennio

    Le rilevazioni della Iata sul trasporto aereo delle merci del 2019 mostrano che è stato il peggiore anno dal 2009, quando scoppiò la crisi macroeconomica da cui il settore è emerso lentamente. Un’eventuale ripresa quest’anno potrebbe essere ostacolata dall’epidemia di coronavirus.

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Coronavirus riduce la stiva degli aerei


Negli ultimi giorni di gennaio 2020 la Cina è rimasta progressivamente isolata nel trasporto aereo, perché diverse compagnie hanno sospeso i voli da e per il Paese e lo stesso stanno facendo le Autorità aeronautiche dei Paesi, per contrastare la diffusione dell'epidemia di coronavirus. I provvedimenti riguardano i voli delle persone ma hanno un forte impatto anche sul trasporto aereo delle merci, che avviene in modalità belly, ossia nelle stive degli apparecchi per passeggeri. È ancora presto per quantificare l'impatto sulle merci, ma dall'elenco preparato e aggiornato dall'associazione delle compagnie aeree Iata sul suo sito web (https://www.iatatravelcentre.com/international-travel-document-news/1580226297.htm) le restrizioni sui voli per la Cina sono ormai numerose e stanno aumentando di ora in ora.
Una prima conseguenza, che sta già apparendo, è la riduzione delle importazioni aeree in Cina, che riguarda soprattutto gli alimentari deperibili e i beni di maggior valore, categorie che interessano molto l'export italiano. Bisogna anche considerare l'impatto non solo sui voli, ma anche sulle operazioni a terra negli aeroporti e nel trasporto fino alla destinazione finale, perché queste attività sono rallentate o sospese nelle città cinese dove è stata proclamata l'emergenza, prima tra tutte Wuhan, che è un importante nodo del trasporto cinese. Il rallentamento delle importazioni in Cina potrà avere ripercussioni anche sulla filiera logistica europea, che dovrà gestire le merci stoccate che non possono partire per il Paese asiatico.
È ancora poco chiaro l'impatto sui noli aerei, perché dipende molto da come evolverà la domanda di trasporto, tenendo conto che l'offerta è diminuita a causa della drastica riduzione di stiva belly. La scorsa settimana i noli sono aumentati. Secondo TAC Index, citato da Freight Investor Services, i prezzi da Shanghai all'Europa sono cresciuti del 9,2%, con punte del 19,4% per Amsterdam, e da Hong Kong all'Europa sono cresciuti dell'1,4%. Ma questo potrebbe essere un fenomeno temporaneo, causato da un picco della domanda di trasporto prima della prevedibile chiusura dei voli. Bisogna anche considerare che per ora i divieti non riguardano i voli full freight, che in parte possono supplire alla riduzione del belly. Riguardo a questi ultimi, Lufthansa Cargo ha annunciato che fino al 5 febbraio volerà solo su Hong Kong aggiungendo un volo il 2 febbraio, tre i 3 febbraio e due il 5 febbraio, oltre ai collegamenti programmati.

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