Il divieto comunitario per gli autisti di svolgere il riposo settimanale regolare nella cabina del camion non piace alla Wirtschaftskammer Österreich (Wko), la Camera Economica austriaca, e lo ha espresso a settembre 2026 attraverso la sua Sparte Transport und Verkehr, che ne chiede l’abolizione. La richiesta è contenuta nel capitolo dedicato alle ore di guida e di riposo del Position- und Strategiepapier 2026-2029, pubblicato il 18 settembre, e riguarda l'articolo 8 del Regolamento 561/2006, come modificato dal Regolamento UE 2020/1054. In cambio dell’abrogazione del divieto l'associazione datoriale propone d’investire nella costruzione di una rete di parcheggi sicuri che definisce "a cinque stelle". L'associazione richiama il piano della Commissione Europea di realizzare aree di sosta sicure ogni 150 chilometri lungo la rete centrale trans-europea dei trasporti, e cita come esempio concreto il Truck Stop Hausruck, in costruzione lungo l'autostrada A8 austriaca, non come prova di una rete già esistente ma come modello del tipo di infrastruttura auspicata.
Il fascicolo è stato riaperto pochi mesi prima dalla stessa Commissione. Nel rapporto presentato a Parlamento e Consiglio nel novembre 2025 sulla disponibilità di aree di sosta sicure per i conducenti di veicoli industriali, Bruxelles ha quantificato in 390mila i posti mancanti nell'Unione Europea, pari a circa 3.250 aree di sosta e mantenendo l'attuale ritmo d’investimenti, la carenza potrebbe salire a circa 483mila posti entro il 2040. Tra i paesi indicati come meno serviti ci sono Italia, Germania, Francia, Belgio, Spagna e Paesi Bassi. Nella parte dedicata alle possibili modifiche legislative, il rapporto indica che una futura revisione del Regolamento 561/2006 potrebbe valutare la possibilità di consentire il riposo regolare in cabina quando il veicolo sosta in un'area di elevata qualità, dotata delle funzioni necessarie a garantire comfort e riposo. Per le aree di livello gold e platinum la Commissione stima un costo indicativo di 15-35 euro a notte, rilevando al tempo stesso la scarsa disponibilità dei trasportatori a sostenere tariffe elevate.
Ma i due interventi sono diversi. La Wko chiede la rimozione pura e semplice del divieto vigente, mentre la Commissione, nel rapporto di novembre, ragiona su un'autorizzazione condizionata, legata alla qualità certificata del parcheggio. Le due posizioni convergono sulla carenza infrastrutturale come causa del problema, ma la proposta austriaca non definisce requisiti tecnici, controlli o responsabilità dell'impresa per i casi in cui un parcheggio sicuro non sia disponibile.
Le ricadute pratiche del divieto non sono omogenee nei Paesi dell’Unione. L'articolo 19 del Regolamento 561/2006 lascia agli Stati membri la disciplina sanzionatoria, purché le misure siano efficaci, proporzionate e dissuasive. Così, per esempio il Belgio applica una sanzione di 1.800 euro al conducente per il riposo trascorso in cabina, la Francia prevede fino a 30mila euro e un anno di reclusione per l'impresa che non garantisce il riposo fuori dal veicolo, la Germania arriva fino a 30mila euro per l'impresa e fino a 5mila euro negli altri casi, mentre la la Grecia applica solo 550 euro all'impresa e 260 euro al conducente.
Antonio Illariuzzi





































































