Sdag, società interamente controllata dal Comune di Gorizia, ha presentato il 23 ottobre il primo piano industriale e degli investimenti 2027-2031 dell'interporto. Il programma prevede interventi per 31,485 milioni di euro, finalizzati anche a sviluppare le attività retroportuali legate a Trieste. Al momento risultano finanziati soltanto 5,475 milioni, pari a circa il 17% del totale, restano quindi da reperire 26,010 milioni. La spesa prevista ammonta a 15,185 milioni nel triennio 2027-2029 e a 16,3 milioni nel biennio successivo.
La voce più consistente, 12,9 milioni, riguarda il recupero degli immobili e la realizzazione di nuovi spazi logistici. Seguono 8,32 milioni per riqualificare le aree di sosta e migliorare i servizi agli autotrasportatori e 6 milioni per la transizione ecologica, in particolare con nuovi impianti fotovoltaici. All'intermodalità ferroviaria vanno 2,2 milioni, destinati a un nuovo binario interno raccordato, alle opere complementari alla Lunetta e all'obiettivo di estendere a Gorizia il comprensorio di manovra di Trieste. Il polo agroalimentare e la catena del freddo assorbono 2,06 milioni, per potenziare celle frigorifere e spazi di magazzinaggio. L’impianto si estende su circa 600mila metri quadrati dedicati ai servizi stradali e ferroviari verso l'Europa centro-orientale, su cui sono insediate 85 aziende con 385 addetti e un fatturato aggregato superiore a 50 milioni di euro. L'amministratore unico Fabrizio Renato Russo ha indicato il collegamento marittimo Trieste-Damietta come possibile bacino per frutta e verdura fresca, con la prospettivo di aumentare la capacità delle celle frigorifere fini a circa 6mila metri cubi.
Separato dal piano di Sdag è l'intervento di Rfi per la lunetta ferroviaria, del valore di oltre 20 milioni di euro, i cui lavori dovrebbero iniziare tra novembre e i primi giorni di dicembre 2026.. È un intervento di Rfi sulla rete nazionale da oltre 20 milioni di euro, che cambierà l’accessibilità del raccordo dell'interporto allaa linea Gorizia-Nova Gorica. Il progetto prevede una nuova connessione a singolo binario di circa 1,4 chilometri tra la Udine-Gorizia-Monfalcone e la Gorizia-Nova Gorica, l'elettrificazione e una variante di circa 260 metri della linea storica sul lato verso la Slovenia, lo spostamento del deviatoio d'ingresso al raccordo per consentire l'arrivo di treni da 750 metri e l'adeguamento dell'apparato di circolazione di Gorizia Centrale. I treni diretti a Nova Gorica eviterebbero così le attuali manovre a Gorizia Centrale, con tempi di viaggio più brevi verso la rete slovena.
Antonio Illariuzzi

































































