In Francia si accende anche la protesta degli autotrasportatori, in una fase dove già sono in piazza da giorni gli studenti. La scintilla è l’approvazione, avvenuta il 15 ottobre 2026 da parte del Consiglio Regionale del Grand Est, della cosiddetta “ecocontribuzione” per i veicoli industriali, che entrerà in vigore ad aprile 2027 sui 525 chilometri di strade nazionali e autostrade. Per ora è una sperimentazione che dovrebbe durare fino al 2029. L’approvazione ha portato gli autotrasportatori dell’associazione degli autotrasportatori Fntr davanti alle sedi regionali di Strasburgo e Metz, con il sostegno a Metz di Tlf, l'organizzazione delle imprese di trasporto e logistica.
L’imposta riguarda i veicoli industriali con massa complessiva oltre 3,5 tonnellate che trasportano merci, francesi e stranieri. Si calcola sui chilometri percorsi, in funzione del peso e delle prestazioni ambientali del mezzo, con una tariffa media di 0,15 euro al chilometro e un apparato Gps che i trasportatori dovranno installare. Interessa anche l’autostrada l'A31, dal confine con il Lussemburgo a sud di Toul, e la Strada Nazionale 4, dal limite dell'Île-de-France a Phalsbourg. La Regione conta su un gettito di un miliardo di euro, a copertura parziale di un piano d’investimenti sulla rete da oltre 2 miliardi di euro entro il 2035 e il resto verrebbe da risorse regionali e cofinanziamenti.
Il presidente della Regione, Franck Leroy, ha sostenuto che il prelievo costerà circa la metà di un pedaggio autostradale e ha promesso misure per attenuarne le conseguenze sulle imprese. Il Ceser, il consiglio economico, sociale e ambientale regionale, aveva invece raccomandato l'8 ottobre di rinviare l'entrata in vigore al 1° gennaio 2028, con un anno di sperimentazione, posizione sostenuta da Tlf. A luglio l'Autf, che rappresenta i caricatori, aveva chiesto il rinvio sia dell'Ecpl sia del R-Pass e uno studio d'impatto complessivo, richieste rimaste senza seguito.
In Alsazia sarà la Collettività Europea d'Alsazia (Cea) ad avviare per prima, il 1° gennaio 2027, il R-Pass: una tariffa media di 0,15 euro al chilometro per i veicoli industriali sopra le 3,5 tonnellate sull'asse nord-sud formato da A35 e A36, modulata in base a peso e livello di emissioni. La Cea stima per il 2027 un gettito di 50 milioni di euro e dichiara di voler ridurre il transito dei camion che fanno questo percorso per evitare le autostrade tedesche, soggette a pedaggi più alti.
Il 15 ottobre sono avvenute due manifestazioni: a Strasburgo un centinaio di camion, partiti da Duppigheim e Reichstett, hanno percorso A35 e A4 fino alla sede della Regione, nel quartiere Wacken e a Metz una cinquantina di trasportatori ha manifestato a piedi davanti all'hôtel de Région. I trasportatori contestano soprattutto il rincaro: per un viaggio Parigi-Strasburgo ci vogliono circa 180 euro in più, impossibili da assorbire senza ricadute sul cliente. Martine Bensa, segretaria generale della Fntr in Alsazia, ha dichiarato che le imprese non hanno più la capacità di sostenere nuovi prelievi.
Il 16 ottobre si è aperto un secondo fronte, con rivendicazioni che riguardano gli autisti. Il sindacato Cfdt Transport Routier del Grand Est ha previsto un blocco filtrante alla rotatoria di Chavelot, all'ingresso di Épinal, dalle 5.00 alle 12.00 che ferma i veicoli industriali e fa passare le auto a scaglioni. Il sindacato chiede aumenti salariali e la revisione delle griglie retributive, dopo che i primi negoziati con le organizzazioni datoriali non hanno avuto esito. Dalle 5.00 dello stesso giorno autisti della Cfdt Transports hanno bloccato in modo filtrante l'accesso alla zona industriale du Monné, ad Allonnes, vicino a Le Mans, con forti code e a Fos-sur-Mer una cinquantina di militanti Cfdt ha distribuito volantini alla rotatoria del Mât de Banne, su un accesso ai terminal portuali, con rallentamenti verso Port-Saint-Louis-du-Rhône.
Le proteste proseguiranno anche il 17 ottobre, giornata di mobilitazione nazionale lanciata dalla Cgt per salari, servizi pubblici, occupazione e industria, cui potrebbero partecipare anche gli autotrasportatori, con azioni non ancora precisate dai sindacati. Per il 21 ottobre l'Otre, l'organizzazione dei trasportatori europei, e la Fai, la federazione degli autotrasportatori indipendenti, hanno annunciato una mobilitazione a Parigi contro i rincari del gasolio, cresciuto del 46% in un anno per il trasporto merci secondo il Comité National Routier, protesta cui la Fntr non ha aderito.
Pietro Rossoni








































































