Conducente seduto al centro e cabina a vetrata: il Volta Zero è tornato allo Iaa Transportation di Hannover, portato da Volta Commercial Vehicles. È un autocarro elettrico a batteria con massa complessiva di 16 tonnellate, a due assi con trazione posteriore, progettato per la distribuzione urbana, che all’evento tedesco si poteva anche guidare. Però non si può ancora ordinare, perché sono disponibili per le prove con i clienti solamente alcuni esemplari originali, in numero limitato, mentre è allo studio la nuova generazione. Il progetto è infatti ormai datato ed è rimasto fermo a causa di una crisi societaria. Anzi, poteva completamente fallire, però l'amministrazione della capogruppo alcuni dipendenti si sono uniti con fornitori dei componenti e all'investitore di maggioranza Lsl Technology per tenere in vita il veicolo e svilupparne l'evoluzione.
Il Volta Zero monta una batteria da 246 kWh lordi, 224 kWh utilizzabili, composta da tre pacchi da 82 kWh con chimica al nichel-manganese-cobalto, che fornisce un’autonomia, dichiarata dal costruttore, di circa 260 km e la cui ricarica avviene in corrente alternata fino a 22 kW oppure in corrente continua con connettore Ccs fino a 150 kW, con il passaggio da zero all'80% in 90 minuti.
Il veicolo è mosso da è un assale elettrico equipaggiato con motore sincrono a magneti permanenti, che eroga potenza di 200 kW nominali e circa 250 kW di picco, con una coppia di 570 Nm nominali e 1.100 Nm di picco, abbinato a un cambio automatico a due rapporti integrato nel motore. I consumi, calcolati sui dati raccolti presso i clienti, si collocano tra 80 e 86 kWh/100 km.
La massa complessiva è di 16 tonnellate, con un peso a vuoto di 9.160 kg completo di allestimento Junge Loadstar 2.0 Eco, che misura 7,32 metri all'esterno. Il Volta Zero offre un diametro di sterzata tra marciapiedi di 15,8 metri.
La cabina concentra le caratteristiche più interessanti del progetto. Il conducente siede in posizione centrale, con una visuale diretta di 220 gradi, che ha donato cinque stelle nel Direct Vision Standard di Transport for London, con un punteggio di visione diretta di 33 metri cubi. L'accesso all’abitacolo avviene da un gradino alto 300 mm, con porte scorrevoli elettriche su entrambi i lati, e accanto al conducente possono sedere due passeggeri. Alla visibilità si aggiungono telecamere a 360 gradi con schermi per la visione posteriore, frenata d'emergenza con radar anteriore, avviso di uscita di corsia e sensori di parcheggio anteriori e posteriori. La flotta dei primi esemplari ha percorso oltre 506mila km complessivi, di cui più di 260mila nei collaudi interni e più di 246mila nelle prove con i clienti. La prossima generazione del Volta Zero, aggiunge la società, beneficerà di una filiera globale più competitiva e manterrà l'impronta europea del progetto e l'assemblaggio in Europa.
La storia di Volta Trucks resta inseparabile dalle difficoltà della prima fase industriale. Fondata in Svezia nel 2019, la società sviluppò il veicolo nel Regno Unito e affidò l’assemblaggio a Steyr Automotive, in Austria. Però, nell'ottobre 2023 avviò la procedura di insolvenza in Svezia e chiese l'amministrazione nel Regno Unito perché il suo fornitore di batterie Proterra aveva avviato negli Stati Uniti la procedura di Chapter 11, compromettendo i programmi produttivi e aggravando le difficoltà di raccolta di nuovi capitali. L'attività britannica fu poi rilevata dal fondo Luxor Capital tramite Volta Commercial Vehicles Limited, che nel maggio 2025 è entrata a sua volta in insolvenza insieme alla controllata austriaca. L’ultimo passaggio ha visto l’ingresso di dipendenti e di Lsl Technology.
Ad Hannover 2026 dunque, Volta non ha presentato soltanto un autocarro elettrico. Ha mostrato la possibilità di ripartire da un progetto rimasto incompiuto, sfruttando una tecnologia già sviluppata e l'esperienza accumulata dalla precedente organizzazione. La partecipazione allo Iaa, dove Volta Commercial Vehicles è stata inserita anche tra i costruttori disponibili per le prove di guida, rappresenta in questo senso un segnale di presenza sul mercato. Per la società il prossimo passaggio sarà trasformare l'interesse suscitato dai primi veicoli in una vera capacità industriale. La sfida non è più soltanto dimostrare che un autocarro elettrico da distribuzione urbana può funzionare: è costruire intorno al Volta Zero una filiera, un'assistenza e un modello commerciale capaci di renderlo competitivo nel mercato reale.
Massimiliano Barberis







































































