Una società italiana ha messo a punto un sistema di elettrificazione che punta a eliminare il motore diesel dai rimorchi refrigerati che lavorano nella catena del freddo. Si chiama Nivalis e si presenta come l'unica azienda attiva su tre continenti - Europa, America e Oceania - con un prodotto di questo tipo. La progettazione e la produzione sono interamente italiane, con un'esperienza pregressa nel settore dell'elettrificazione di autoveicoli che l'azienda ha trasferito al segmento dei semirimorchi. E la società, che ha sede a Umbertide, ne ha mostrato uno al Transpotec 2026, completo di tutte le sue tecnologie.
Il punto di partenza è la sostituzione dell'unità diesel che muove il compressore con un pacco batterie abbinato a un'elettronica di potenza. Attorno a questa componente centrale, Nivalis ha costruito un'architettura modulare che può integrare sino a tre fonti di energia distinte: la rete elettrica industriale, un assale elettrificato e un pannello fotovoltaico che copre l'intera superficie del rimorchio. Le tre fonti possono essere combinate in qualsiasi configurazione, oppure adottate singolarmente, a seconda delle esigenze operative e della volontà di spesa del cliente.
L'assale elettrificato recupera energia durante la frenata e può attivarsi in modo autonomo per ricaricare la batteria quando il livello di carica scende sotto una soglia critica, esercitando una leggera resistenza sul veicolo dell'ordine di 7-8 kilowatt. I pannelli fotovoltaici adottati da Nivalis sono flessibili, spessi tre millimetri e derivano da tecnologie sviluppate originariamente per applicazioni nautiche, dove le sollecitazioni meccaniche e ambientali sono gravose. La presa elettrica industriale, infine, rappresenta la fonte di ricarica tradizionale, disponibile in qualsiasi baia logistica attrezzata.
Il pacco delle batterie si può dimensionare in un intervallo compreso tra 15 e 75 chilowattora e la scelta della capacità incide direttamente sul costo dell'installazione. Secondo quanto indicato dall'azienda, in condizioni operative ordinarie circa due terzi dell'energia necessaria al funzionamento del gruppo frigo proviene dalla combinazione di solare e recupero in frenata, in modo che la ricarica da rete si rende necessaria, in media, circa una volta al mese. Il risultato più rilevante dichiarato da Nivalis è un periodo di tre mesi di utilizzo quotidiano senza alcun collegamento alla rete elettrica.
Per quanto riguarda l’incidenza sulla tara del rimorchio, la configurazione da 60 chilowattora con pannelli e assale risulta equivalente alla combinazione di motore diesel e serbatoio del carburante, lasciando invariata la portata utile del veicolo. Le versioni più compatte, attorno ai 30 chilowattora, consentono invece di ridurre il peso del rimorchio. In configurazione massima, l’intero sistema di Nivalis aggiunge al massimo circa 100 chilogrammi rispetto a quello diesel tradizionale.
Il sistema è compatibile con qualsiasi telaio di rimorchio e s’integra con i principali produttori di assali e di unità frigorifere. Nivalis propone il prodotto sia come equipaggiamento originale, sia come installazione su rimorchi già circolanti. Questa flessibilità permette non solo di retro-equipaggiare un semirimorchio, ma anche di spostare il kit di elettrificazione da un rimorchio danneggiato in modo irreparabile a un altro. Nivalis afferma che la durata del sistema supera quella attesa del veicolo che lo ospita, indicando come vita utile del kit almeno una quindicina d’anni.
Un vantaggio del sistema è che non richiede interventi ordinari di manutenzione legati al motore termico, al carburante o ai filtri. Nivalis prevede soltanto operazioni di manutenzione straordinaria, che possono essere eseguite direttamente dall'azienda oppure dal personale del cliente, a seguito di una specifica formazione. Inoltre, l'eliminazione del rifornimento di gasolio rappresenta una semplificazione operativa rilevante per le flotte che gestiscono grandi volumi di movimentazione.
La società umbra afferma che il ritorno sull'investimento varia tra i due e i cinque anni, con una forbice determinata dalla tipologia di installazione scelta, dall'intensità d'uso del veicolo e dalla regione geografica di operatività. I mercati attualmente più recettivi, secondo Nivalis, sono il Nord Europa e la Germania in Europa, e l'Oceania a livello globale. Il mercato nordamericano, pur presente nel portafoglio dell'azienda, registra al momento un rallentamento legato a fattori di contesto politico.
I settori di applicazione coprono un ampio spettro della catena del freddo: dal farmaceutico al trasporto di carni, fiori e prodotti deperibili in generale. L'eliminazione del rumore prodotto dai gruppi frigo diesel - particolarmente avvertito nelle operazioni di scarico notturno o nei centri urbani - è indicata dall'azienda come uno dei vantaggi più apprezzati dagli operatori logistici che hanno già adottato il sistema.
L'accoglienza iniziale del mercato, in particolare in Italia, è stata caratterizzata da scetticismo, alimentato dalla natura tradizionale delle imprese di autotrasporto e da dubbi sull'autonomia nelle lunghe percorrenze. Secondo Nivalis, questo atteggiamento tende a risolversi dopo una fase di prova operativa, durante la quale gli utilizzatori verificano che l'esperienza d'uso rimane sostanzialmente invariata rispetto al diesel, con l'aggiunta dei benefici tipici dei sistemi elettrici. Nivalis guarda con attenzione all'evoluzione del quadro normativo europeo, da cui si attende un sostegno regolatorio più strutturato all'adozione di soluzioni di elettrificazione per i veicoli commerciali pesanti.
P.R.











































































