La logistica italiana del freddo si è data appuntamento il 13 maggio 2026 alla Fiera di Milano, nell'ambito di Transpotec Logitec, per fare il punto su un comparto che vale oltre 7,8 miliardi di dollari (circa 7,2 miliardi di euro) e che cresce a un ritmo previsto del 5,6% annuo composto. Ha riunito gli operatori del settore Assologistica, con l'obiettivo di tradurre i nodi operativi in proposte concrete da portare al Governo, alle istituzioni europee e a tutti i soggetti chiamati a legiferare in materia. L'incontro è stato aperto dal presidente di Assologistica, Paolo Guidi, e dal segretario generale Jean François Daher. A introdurre il quadro tecnico è stato Luca Quaresima, country manager per l'Italia di Newcold, azienda attiva nei magazzini automatizzati ad alta tecnologia per lo stoccaggio a temperatura controllata, che Assologistica ha contestualmente indicato come delegato speciale per la filiera del freddo. Il mandato assegnato a Quaresima è contribuire alla costruzione di un percorso strutturato di rappresentanza e proposta per l'intero comparto.
Il nodo energetico è stato il primo punto all'ordine del giorno. Le infrastrutture della catena del freddo operano in continuità, 24 ore su 24 per sette giorni su sette, con consumi che non possono essere ridotti senza compromettere la qualità e la sicurezza dei prodotti conservati. L'incidenza dell'energia sui costi operativi può arrivare fino al 40%, a seconda degli impianti e delle attività. A ciò si aggiunge la volatilità dei mercati energetici, che rende difficile la pianificazione finanziaria, e un disallineamento tra il profilo di consumo del comparto e gli strumenti oggi disponibili per il sostegno alle imprese energivore. La richiesta che emerge dal confronto è duplice: accesso coerente agli strumenti già previsti per le imprese energivore e meccanismi di compensazione dei costi, ma soprattutto il riconoscimento istituzionale della filiera come infrastruttura strategica, presupposto per qualsiasi intervento strutturale.
Accanto all'energia, il settore sconta un quadro normativo frammentato e spesso inadeguato. La logistica in ambienti a temperatura controllata presenta caratteristiche organizzative e operative che non trovano un riscontro adeguato nelle regole generali dell’attività: dalla permanenza prolungata del personale in ambienti di severo freddo alle rotazioni dei turni, dalle pause alle indennità, fino agli standard di sicurezza e di produttività. La richiesta degli operatori è una semplificazione e un aggiornamento del quadro normativo che tenga conto di queste peculiarità, con regole chiare e specifiche per le attività svolte in ambienti refrigerati.
Il terzo fronte riguarda la transizione ecologica. L'adeguamento ai regolamenti sugli F-Gas - i gas fluorurati a effetto serra largamente impiegati nei sistemi di refrigerazione - l'adozione di refrigeranti a basso impatto ambientale, l’aumento dell’efficienza energetica degli impianti, l'autoproduzione da fonti rinnovabili, i sistemi di accumulo e il controllo intelligente dei consumi richiedono investimenti rilevanti. Per le piccole e medie imprese del settore, i tempi di ritorno di questi investimenti risultano spesso complessi da sostenere senza incentivi dedicati. Le richieste avanzate al tavolo includono incentivi per il revamping degli impianti, sostegno all'autoproduzione energetica e semplificazione dei percorsi autorizzativi per nuovi magazzini e piattaforme refrigerate.
A questi nodi strutturali si somma una carenza di figure qualificate che il comparto avverte in modo crescente. Tecnici frigoristi, manutentori specializzati, operatori logistici con esperienza in ambienti refrigerati, tecnici energetici, personale per impianti automatizzati e autisti specializzati nel trasporto refrigerato sono profili sempre più difficili da reperire sul mercato del lavoro. Per Assologistica, la formazione rappresenta una leva decisiva: il dialogo con scuole, istituti tecnici superiori e università è indicato come strumento per rendere più attrattive le professioni della filiera e per costruire le competenze necessarie alla trasformazione tecnologica del settore.
La logistica del freddo italiana comprende magazzini frigoriferi, trasporto refrigerato, piattaforme a temperatura controllata, impianti industriali, manutenzione specializzata e servizi connessi alla movimentazione e distribuzione di merci sensibili. È un'infrastruttura trasversale, che sorregge l'agroalimentare, il farmaceutico, la sanità e la distribuzione al dettaglio. Il vicepresidente di Assologistica, Umberto Ruggerone, ha ricordato con forza questa funzione sistemica: senza la catena del freddo, la produzione si disperde e il sistema economico non può funzionare.
Assologistica ha confermato la volontà di avviare un percorso stabile con le imprese della filiera, sul modello dei tavoli già promossi per altri segmenti specialistici della logistica. L'obiettivo è costruire una posizione condivisa, fondata su evidenze tecniche e su una rappresentanza ampia, da portare al confronto con istituzioni, committenza industriale e distributiva, associazioni nazionali ed europee, a partire dalla Global Cold Chain Alliance. Dall’incontro sono emerse sei direttrici: riconoscimento strategico, accesso agli strumenti per le imprese energivore, aggiornamento normativo, incentivi alla transizione ecologica, formazione specialistica e sviluppo infrastrutturale. Ora costituiscono l'agenda che l'associazione intende portare ai tavoli istituzionali nei prossimi mesi.








































































