Svizzera e Corea del Sud guardano avanti e hanno già ora in programma di investire nel dopoguerra in Ucraina. Al centro dei loro interessi c’è l’infrastruttura ferroviaria che da una parte ha la necessità di essere adeguata e ammodernata, dall’altra di essere pienamente integrata nella rete europea dei corridoi Ten-T. Partiamo dalla Svizzera. La Confederazione elvetica ha firmato a Washington un accordo con la Banca Mondiale che integra gli impegni già assunti da Berna e dal settore privato svizzero a sostegno delle ferrovie ucraine.
Il piano non è stato dettagliato nel senso che si tratta ancora di un accordo quadro, e quindi non si entra nel merito degli interventi specifici: l’obiettivo delle Autorità elvetiche è quello di farsi trovare in prima fila una volta che sarà possibile investire e offrire così nuove opportunità per allargare il giro d’affari delle imprese nazionali. Anche se l’interesse economico resta il filo conduttore, questa operazione viene presentata come un’opportunità per lo sviluppo: “Un’infrastruttura di trasporto affidabile promuove il commercio, la ripresa economica e la creazione di posti di lavoro”.
Più specifico invece il piano proposto dalla Corea del Sud. Le Autorità di Seul hanno approvato un primo stanziamento di sette milioni di euro per lo studio di fattibilità di un nuovo collegamento ferroviario tra la capitale dell’Ucraina, Kiev, e il confine con l’Unione Europea. Questo impegno è il frutto di un accordo tra le ferrovie statali ucraine e alcune società sudcoreane di consulenza ingegneristica, aperto alla ricerca di ulteriori capitali internazionali. Il prossimo passo sarà valutare eventuali alternative di tracciato e le specifiche tecniche del collegamento, ancora da definire, anche se resta chiaro l’obiettivo di realizzare una direttrice integrata nello standard europeo dei corridoi Ten-T e questo significa adottare lo scartamento internazionale, l’alimentazione elettrica e il segnalamento europeo.
In prima battuta, Ucraina e Corea del Sud pensano a velocizzare il trasporto passeggeri, ma non si esclude uno sviluppo anche per le merci in alternativa alle altre modalità di spedizione, soprattutto su strada. L’Ucraina vede nello sviluppo delle nuove ferrovie non solo un progetto infrastrutturale, ma un’occasione importante per la ricostruzione del Paese e soprattutto la sua integrazione nello spazio europeo dei trasporti. La Corea del Sud, anche se ufficialmente non lo dichiara, scorge in questa operazione l’occasione per contrastare il predominio della Cina sui mercati mondiali. Pechino in varie occasioni ha messo sul piatto oltre alla propria tecnologia, grandi imprese di costruzione e capitali, come per esempio nei Balcani, in particolare con il progetto della linea Budapest-Belgrado, parte della Belt and Road Initiative (Nuova Via della Seta).
Piermario Curti Sacchi







































































