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  • Multa di 6.000 euro per una bisarca polacca a Monfalcone

    Multa di 6.000 euro per una bisarca polacca a Monfalcone

    A Monfalcone la Polizia Locale ha multato con oltre seimila euro l’autista di una bisarca immatricolata in Polonia dopo un'analisi retrospettiva dei dati tachigrafici su 56 giorni, in cui ha rilevato diverse violazioni dei tempi di guida e riposo.

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  • Byd verso diciotto navi navi car carrier proprie

    Byd verso diciotto navi navi car carrier proprie

    Il produttore automobilistico cinese Byd avrebbe ordinato altre dieci Navi car carrier da 9.200 ceu a China Merchants Shipbuilding Industry. La flotta propria salirebbe così a diciotto unità dedicate al trasporto di veicoli.

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  • Byd svela la strategia per il camion europeo

    Byd svela la strategia per il camion europeo

    Il costruttore cinese Byd ha confermato allo Iaa 2026 l’intenzione di entrare nel mercato europeo dei veicoli industriali nel 2027, spiegando la strategia e mostrando al suo stand della fiera tedesca una gamma completa con cui intende attuarla. Spicca l’ammiraglia Ett 44, trattore elettrico 4x2.

    Aumentano le gasiere dirottate dall’Europa all’Asia

    Anche il 9 marzo 2026 la navigazione nello Stretto di Hormuz è ostacolata dalle attività belliche e dalla ridotta, se non mancante, copertura assicurativa alle navi. Alcune fonti riferiscono che stanno transitando pochissime navi e quasi tutte di Paesi ritenuti amici dall’Iran. Tra le navi bloccate ci sono quelle che trasportano Gas naturale, causando una riduzione degli approvvigionamenti in Europa e un aumento del prezzo, che nella mattina ha raggiunto i 62 euro per Mwh, secondo la quotazione dei futures Ttf olandesi (riferimento per l’Europa).

    Ma il blocco di fatto di Hormuz sta causando un altro fenomeno negativo per l’Europa: il dirottamento di navi gasiere inizialmente dirette nei porti europei verso quelli asiatici. Questo è il risultato della forte competizione tra i due continenti per acquisire le spedizioni già in viaggio. Secondo Reuters, al 9 marzo già tre metaniere (due caricate negli Stati Uniti e una in Nigeria) che erano sulla rotta europea hanno modificato la rotta nell’Atlantico per dirigersi verso l’Africa. Bloomberg rilancia, scrivendo che le gasiere dirottate sarebbero “diverse”.

    Le tre navi che hanno voltato la prua verso l’Asia di cui si conosce l’identità sono altrettante Lng carrier: Simsimha, che ha caricato nel Golfo del Messico verso un porto non precisato del Nord Europa ha cambiato rotta il 4 marzo; Clean Mistral che ha caricato al terminal statunitense Corpus Christi, che ha deviato verso l’Asia sempre il 4 marzo; la BW Brussels, che ha caricato a Bonny, in Nigeria, e che il 3 marzo si è diretta verso Capo di Buona Speranza.

    Gli Stati Uniti e l’Africa (occidentale e settentrionale) e l’Asia centrale sono attualmente i principali mercati di approvvigionamento europeo del gas naturale liquefatto, dopo che il Qatar ha annunciato la sospensione della produzione per la guerra e che la Russia è stata progressivamente ridimensionata a causa dell’invasione dell’Ucraina (con la previsione di abbandonare completamente questa fonte nel 2027). Una situazione che sta riaprendo il dibattito se attenuare le sanzioni alla Russia, riaprendo così questa fonte storica di gas (ma anche di petrolio e di gasolio).

    La Commissione Europea ribadisce che “non si tornerà più alla Russia”, ma in Europa centrale (soprattutto Germania, Austria, Ungheria e Slovacchia) alcuni politici e operatori stanno discutendo se riaprire il rubinetto russo, anche se il dibattito è apparso finora solo superficialmente all’opinione pubblica. Un primo risultato concreto è già stato raggiunto dall’Ungheria, che ha ottenuto una parziale esenzione da Trump (di un anno) all’importazione di petrolio e gas dalla Russia, tramite il gasdotto TurkStream e l’oleodotto Druzhba. Un precedente che altri Paesi potrebbe usare se la crisi energetica europea proseguirà nelle prossime settimane, incidendo pesantemente sulla logistica e sull’industria del continente.

    M.L.

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