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Podcast K44

Cronaca

  • Camionista italiano fermato in Svizzera per cronotachigrafo

    Camionista italiano fermato in Svizzera per cronotachigrafo

    Un autotrasportatore italiano di 63 anni è stato bloccato dalla Polizia cantonale dei Grigioni sull'autostrada svizzera A13 dopo aver eluso ripetutamente il cronotachigrafo digitale, nascondendo settimane di violazioni sui tempi di guida e di riposo.

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Normativa

Mare

  • Portuali di Livorno scioperano per l’eccessivo caldo

    Portuali di Livorno scioperano per l’eccessivo caldo

    Il sindacato di base Usb ha proclamato un nuovo sciopero dal 2 al 9 agosto nel porto di Livorno, dopo l'astensione del 31 luglio di Asa e Giunti Carlo Alberto, per denunciare la mancanza di misure omogenee contro il rischio da calore nelle lavorazioni più esposte.

Autotrasporto

  • Affrontare i rischi della dispersione del carico dei camion

    Affrontare i rischi della dispersione del carico dei camion

    In questo video di K44, Laura Broglio affronta la questione della dispersione del carico dei veicoli industriali, un problema che colpisce soprattutto il trasporto di materiali sfusi su cassone. Rischi per la sicurezza stradale, ma anche di pesanti sanzioni.

    Aumentano le gasiere dirottate dall’Europa all’Asia

    Anche il 9 marzo 2026 la navigazione nello Stretto di Hormuz è ostacolata dalle attività belliche e dalla ridotta, se non mancante, copertura assicurativa alle navi. Alcune fonti riferiscono che stanno transitando pochissime navi e quasi tutte di Paesi ritenuti amici dall’Iran. Tra le navi bloccate ci sono quelle che trasportano Gas naturale, causando una riduzione degli approvvigionamenti in Europa e un aumento del prezzo, che nella mattina ha raggiunto i 62 euro per Mwh, secondo la quotazione dei futures Ttf olandesi (riferimento per l’Europa).

    Ma il blocco di fatto di Hormuz sta causando un altro fenomeno negativo per l’Europa: il dirottamento di navi gasiere inizialmente dirette nei porti europei verso quelli asiatici. Questo è il risultato della forte competizione tra i due continenti per acquisire le spedizioni già in viaggio. Secondo Reuters, al 9 marzo già tre metaniere (due caricate negli Stati Uniti e una in Nigeria) che erano sulla rotta europea hanno modificato la rotta nell’Atlantico per dirigersi verso l’Africa. Bloomberg rilancia, scrivendo che le gasiere dirottate sarebbero “diverse”.

    Le tre navi che hanno voltato la prua verso l’Asia di cui si conosce l’identità sono altrettante Lng carrier: Simsimha, che ha caricato nel Golfo del Messico verso un porto non precisato del Nord Europa ha cambiato rotta il 4 marzo; Clean Mistral che ha caricato al terminal statunitense Corpus Christi, che ha deviato verso l’Asia sempre il 4 marzo; la BW Brussels, che ha caricato a Bonny, in Nigeria, e che il 3 marzo si è diretta verso Capo di Buona Speranza.

    Gli Stati Uniti e l’Africa (occidentale e settentrionale) e l’Asia centrale sono attualmente i principali mercati di approvvigionamento europeo del gas naturale liquefatto, dopo che il Qatar ha annunciato la sospensione della produzione per la guerra e che la Russia è stata progressivamente ridimensionata a causa dell’invasione dell’Ucraina (con la previsione di abbandonare completamente questa fonte nel 2027). Una situazione che sta riaprendo il dibattito se attenuare le sanzioni alla Russia, riaprendo così questa fonte storica di gas (ma anche di petrolio e di gasolio).

    La Commissione Europea ribadisce che “non si tornerà più alla Russia”, ma in Europa centrale (soprattutto Germania, Austria, Ungheria e Slovacchia) alcuni politici e operatori stanno discutendo se riaprire il rubinetto russo, anche se il dibattito è apparso finora solo superficialmente all’opinione pubblica. Un primo risultato concreto è già stato raggiunto dall’Ungheria, che ha ottenuto una parziale esenzione da Trump (di un anno) all’importazione di petrolio e gas dalla Russia, tramite il gasdotto TurkStream e l’oleodotto Druzhba. Un precedente che altri Paesi potrebbe usare se la crisi energetica europea proseguirà nelle prossime settimane, incidendo pesantemente sulla logistica e sull’industria del continente.

    M.L.

    © TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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