Tra il 28 febbraio e la mattina del 3 marzo 2026 il prezzo del gasolio in Italia ha registrato un marcato aumento, raggiungendo i valori più elevati dall’inizio del 2025. Le medie regionali in modalità self service si collocano in un intervallo compreso tra 1,727 e 1,787 euro al litro, con differenze territoriali che riflettono dinamiche locali di approvvigionamento e distribuzione. Anche il Gnl per autotrazione evidenzia quotazioni in rialzo o stabili su livelli elevati, attorno a 1,23–1,32 euro al chilogrammo tra rete ordinaria e autostradale.
L’accelerazione si concentra nei primi giorni di marzo, dopo una fase già orientata alla crescita nella seconda metà di febbraio. Il gasolio self su rete ordinaria si posiziona intorno a 1,72–1,75 euro al litro, mentre in autostrada supera 1,83 euro al litro e oltre 2,09 euro al litro in modalità servito. Per le imprese di autotrasporto si tratta di un incremento che incide direttamente sul costo chilometrico, in particolare sulle tratte a lungo raggio e sui servizi con margini già compressi. Ed è il terzo aumento di costi dall’inizio dell’anno, dopo quelli dei pedaggi e dell’accisa sul gasolio.
Il contesto internazionale rappresenta il principale fattore di spinta. Il conflitto in Medio Oriente ha riportato il Brent verso quota 80 dollari al barile, mentre il gas naturale europeo è tornato sopra 40 euro/MWh sulla piazza di Amsterdam, livelli che non si registravano da ottobre 2022. L’aumento delle quotazioni energetiche si trasferisce progressivamente sui prezzi industriali e quindi sui listini alla pompa, con un ritardo legato alle scorte e ai contratti di fornitura.
In questo quadro interviene la posizione di Fai-Conftrasporto. Il presidente Paolo Uggè ha dichiarato il 3 marzo che “le tensioni in Medio Oriente sono un fatto grave e nessuno intende sottovalutare i rischi e le possibili ripercussioni sui mercati energetici. Ma questo non può e non deve diventare il pretesto per aumenti ingiustificati dei prezzi dei carburanti. Egli aggiunge che “fin da ieri si è iniziato a parlare di carenze già in atto e, in alcuni casi, si sono subito riversati sui listini rialzi preventivi. Il differenziale di prezzo del petrolio è raddoppiato rispetto a poche settimane fa. Sono meccanismi che possono aprire la strada a dinamiche speculative”. La Fai annuncia quindi che “la vigilanza sarà massima. Invitiamo le nostre realtà territoriali e le imprese a segnalarci tempestivamente eventuali anomalie. Se fondate e documentate, saranno immediatamente trasmesse alle Autorità competenti per le opportune verifiche”.
Per il gas naturale liquefatto, l’andamento resta coerente con la dinamica del gas naturale. Le quotazioni, già superiori alla media del 2024, mostrano nuove pressioni al rialzo. La minore diffusione della rete e la variabilità dei prezzi tra impianti accentuano la volatilità. Per le aziende che hanno investito in flotte che usano questo carburante, la riduzione del differenziale rispetto al gasolio riapre il tema della convenienza economica nel medio periodo.
Le indicazioni di breve termine restano orientate a ulteriori adeguamenti verso l’alto, qualora le tensioni geopolitiche dovessero proseguire e le quotazioni di petrolio e gas mantenersi su questi livelli. In tale scenario, per l’autotrasporto potrebbe intensificarsi il ricorso alle clausole di adeguamento carburante nei contratti di trasporto, con effetti a cascata sui costi logistici lungo la filiera.
P.R.








































































