Hamburger Hafen und Logistik archivia il 2025 con un profilo di crescita dei volumi che si mantiene solido lungo l’anno, nonostante un contesto complesso. La fotografia dell’esercizio emerge da più aggiornamenti diffusi nel corso del 2025 e dai dati provvisori pubblicati nel febbraio 2026: la movimentazione container di gruppo aumenta del 5,4% a circa 6,295 milioni di teu. Sul piano economico, l’Ebit di gruppo sale del 19,5% a 161 milioni di euro, mentre la società decide di non distribuire dividendo. Il nuovo Ceo Jeroen Eijsink collega l’andamento alla crescita dei volumi, allo sviluppo del trasporto container su ferrovia e strada e a un lavoro di miglioramento dei processi interni, sottolineando al tempo stesso le difficoltà del mercato.
Il baricentro operativo resta Amburgo e, più in generale, l’insieme dei terminal container tedeschi del gruppo. La sequenza degli indicatori nel 2025 evidenzia una progressione che parte già dal primo trimestre. Nel periodo gennaio–marzo la movimentazione ai terminal Hhla è cresciuta di circa il 5,5–6% a 1,54 milioni di teu. Hhla segnala anche un incremento dei ricavi intorno al 20% e un Ebit in aumento, pur in presenza di debolezza dell’economia tedesca e tensioni geopolitiche. La dinamica è proseguita nel primo semestre, la movimentazione dei terminal container Hhla sale del 7,9% a 3,172 milioni di teu. All’interno di questo dato, Amburgo concentra la quota principale dei volumi: nei primi sei mesi i terminal della città movimentano 3,006 milioni di teu, in crescita del 6,9%. In questa fase, il gruppo attribuisce l’aumento a maggiori volumi dall’Estremo Oriente, in particolare dalla Cina, e a flussi europei aggiuntivi legati ai riorientamenti delle rotte conseguenti alla crisi nel Mar Rosso.
La lettura per i primi nove mesi consolida il quadro e consente di collegare la crescita in banchina con quella lungo la filiera di trasporto. Nel periodo gennaio–settembre, Hhla riporta una movimentazione di container in aumento del 6,7% a 4,798 milioni di teu e, in parallelo, un un trasporto di container in crescita del 13,6% a 1,501 milioni di teu. Il differenziale tra la dinamica dell’intermodale e quella della movimentazione suggerisce una domanda sostenuta per la componente ferroviaria e stradale a supporto del sistema portuale, coerente con il posizionamento del gruppo nel segmento Intermodal e con il ruolo di corridoi logistici europei, incluso l’asse adriatico–baltico. È nello stesso perimetro che la società inquadra anche l’effetto dell’espansione della rete europea: l’integrazione della rete di terminal, secondo Hhla, avrebbe iniziato a generare risultati, intercettando nuovi flussi marittimi e terrestri e consentendo una redistribuzione più efficace dei volumi.
Nei primi nove mesi del 2025 i terminal internazionali aumentano i volumi del 23,1% a 250mila teu, dai 203.000 teu dell’anno precedente. Un contributo determinante viene dai terminal di Trieste e Odessa, con Tallinn in ulteriore lieve incremento. In Estonia, Hhla TK Estonia a Tallinn è indicato come pilastro della crescita, sia nel rapporto economico del primo trimestre sia nel contesto più ampio dell’espansione del network europeo. Tallinn emerge come nodo strategico nel Baltico, con un andamento che nel 2025 prosegue in crescita dopo aver contribuito, nel 2024, a compensare la debolezza di Trieste.
In Italia, Hhla opera a Trieste con Plt Italy, terminal multipurpose nel porto del Nord Adriatico. Le fonti fornite ricostruiscono un passaggio in due tempi: nel 2024 il terminal ha sofferto una riduzione della movimentazione a causa di rotte deviate e cancellazioni legate al conflitto nel Mar Rosso, mentre nel 2025 la flessione risulta parzialmente compensata dall’effetto rete e dalla ripresa complessiva dei flussi. Trieste rientra nel perimetro dei terminal che contribuiscono alla crescita dei volumi internazionali nei primi nove mesi e beneficia del rafforzamento della rete europea, in un contesto in cui l’inasprimento delle tensioni nel Mar Rosso spinge una parte del traffico a cercare alternative e favorisce redistribuzioni di servizi.
In Ucraina, la ripresa della movimentazione marittima nel terzo trimestre 2024 produce nel 2025 un contributo determinante per l’aumento dei volumi internazionali. Nel periodo gennaio–settembre, la crescita del 23,1% dei terminal esteri viene infatti legata anche al ritorno in operatività del porto ucraino. Questo elemento ha un doppio significato: da un lato amplia i volumi in una rete che si muove su scala europea; dall’altro introduce una variabile geopolitica strutturale, perché la capacità di mantenere continuità operativa su un nodo del Mar Nero dipende da condizioni esterne al mercato.
Antonio Illariuzzi





































































