La mattina del 9 febbraio 2026, poco dopo l’alba, un commando armato ha assaltato uno dei furgoni portavalori dell’istituto Battistolli in transito sulla statale 613 Brindisi-Lecce, all’altezza dello svincolo di Tuturano, nel territorio comunale di Brindisi. L’azione si è svolta lungo una delle principali direttrici di collegamento tra i due capoluoghi, in un orario caratterizzato da traffico sostenuto di pendolari e veicoli industriali commerciali.
Secondo le prime ricostruzioni, il gruppo criminale, composto da almeno sei persone, ha bloccato la carreggiata utilizzando un camion posto di traverso e successivamente incendiato, creando una barriera di fuoco che ha costretto le auto in transito a fermarsi. La superstrada è rimasta chiusa per ore in entrambe le direzioni nel tratto compreso tra il chilometro 8,3 e il chilometro 12,8 per consentire i rilievi e la rimozione dei veicoli danneggiati.
I rapinatori sarebbero arrivati sul posto con più automobili dotate di lampeggianti, simulando veicoli di servizio o di scorta. Una volta accerchiato il portavalori, avrebbero fatto esplodere il portellone del blindato, sprigionando una densa nube di fumo visibile a distanza. L’azione, ripresa da alcuni automobilisti e da telecamere presenti lungo la superstrada, è durata pochi minuti ma con modalità definite dagli investigatori di tipo paramilitare.
Sul posto è intervenuta una pattuglia dei carabinieri, contro cui i banditi hanno sparato. L’auto di servizio è stata colpita, ma i militari non hanno riportato ferite. Anche tra le guardie giurate e i civili bloccati in coda non risultano, al momento, persone ferite, nonostante la sparatoria a distanza ravvicinata. Dopo l’assalto, il commando è fuggito dirigendosi verso il nord Salento, utilizzando più veicoli preparati in precedenza. Nelle fasi concitate della ritirata, alcuni automobilisti sarebbero stati costretti a consegnare le proprie auto, poi utilizzate per allontanarsi dalla zona. Le ricerche si sono concentrate tra la statale 7ter e la viabilità ordinaria dell’area di Squinzano e Campo Panareo.
I carabinieri del comando provinciale di Lecce hanno fermato due sospetti intercettati proprio sulla 7ter e condotti in caserma a Campi Salentina. Secondo quanto trapela dalle prime verifiche, i fermati sarebbero originari della provincia di Foggia. Proseguono le ricerche degli altri componenti della banda e gli accertamenti per stabilire se la rapina sia stata portata a termine o se i sistemi di sicurezza del portavalori abbiano impedito l’asportazione del denaro.
Negli ultimi tre anni la Puglia si è confermata come una delle aree più colpite in Italia dagli assalti ai portavalori, con azioni condotte lungo statali e superstrade da gruppi organizzati e ben armati. Secondo i dati Savip, nel periodo 2019-2023 la regione risulta seconda a livello nazionale per assalti riusciti, con circa 1,6 miliardi di euro sottratti, preceduta solo dalla Sardegna. Allargando l’orizzonte temporale, tra il 1999 e il 2024 il bottino complessivo in Puglia supera i 21,6 miliardi di euro. Le rapine colpiscono soprattutto i blindati diretti agli uffici postali e ai grandi flussi di cassa, con modalità ricorrenti: uso di armi da guerra, esplosivi per forzare i mezzi, veicoli incendiati per bloccare la carreggiata e sistemi di sicurezza che in alcuni casi impediscono il furto del contante.
Nel solo 2024 sono stati censiti almeno tre episodi tra tentativi e colpi riusciti. Tra questi, l’assalto sulla SS96 in territorio di Grumo Appula, caratterizzato dall’uso di ordigni e dall’incendio di più veicoli, e il colpo avvenuto a luglio tra Brindisi e Lecce, con un bottino stimato attorno ai 3 miliardi di euro. Le principali direttrici coinvolte restano le grandi arterie extraurbane che collegano capoluoghi e poli logistici, spesso in orari mattutini. Le indagini degli ultimi anni indicano collegamenti con gruppi criminali del Foggiano e di altre aree dell’Adriatico meridionale, specializzati in assalti in assetto militare. I sindacati delle guardie giurate parlano di escalation di violenza e di tragedie sfiorate, chiedendo a Prefetture e Governo un rafforzamento delle tutele, delle dotazioni e dei protocolli di sicurezza per il trasporto valori.

































































