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  • Sequestro di cocaina all’Interporto di Bologna

    Sequestro di cocaina all’Interporto di Bologna

    La Guardia di finanza ha sequestrato 32,9 chilogrammi di cocaina nascosti nell'abitacolo di un camion fermo all'Interporto di Bologna e arrestato il conducente. Il carico avrebbe potuto fruttare fino a 5,5 milioni di euro.

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  • Ceccarelli Group entra nelle spedizioni marittime

    Ceccarelli Group entra nelle spedizioni marittime

    Ceccarelli Group avvia da luglio una nuova divisione dedicata al trasporto marittimo, con sede a Trieste e inserita in Cursor, la divisione internazionale del gruppo. L'obiettivo è offrire un unico interlocutore lungo l'intera filiera, dalle spedizioni via mare alle operazioni doganali, fino a stoccaggio e distribuzione.

    L’autotrasporto italiano in equilibrio precario nel 2026

    Nel quadro europeo delineato dal rapporto Upply sulle previsioni per l’autotrasporto europeo nel 2026, l’Italia si colloca tra i Paesi a crescita più contenuta. Il prodotto interno lordo dovrebbe aumentare solamente dello 0,8%, un ritmo inferiore alla media dell’Unione Europea, che si rifletterà in una dinamica moderata dei volumi di trasporto. La domanda di servizi di autotrasporto sarà sostenuta soprattutto dai consumi interni e dalla distribuzione, mentre l’industria manifatturiera continuerà a mostrare segnali di debolezza, in particolare nei comparti più energivori.

    Per il trasporto stradale merci, questo contesto si traduce in una sostanziale stabilità dei flussi, senza una vera fase espansiva. I corridoi nazionali e quelli transfrontalieri con Francia, Germania e Austria resteranno centrali, ma la crescita dei volumi sarà limitata e spesso concentrata in specifiche filiere, come l’agroalimentare e i beni di largo consumo. La struttura produttiva italiana, caratterizzata da una forte presenza di piccole e medie imprese, continua a generare una domanda frammentata, con carichi medi ridotti e un’elevata incidenza dei viaggi a corto e medio raggio.

    Uno degli elementi più problematici per l’Italia riguarda la redditività delle imprese di autotrasporto. Il rapporto Upply mostra come anche in Italia i noli si collochino su livelli storicamente elevati, in linea con la tendenza europea, ma non sempre sufficienti a compensare l’aumento dei costi operativi. Quello del lavoro continua a crescere, spinto dalla carenza di conducenti e dall’invecchiamento della forza lavoro, mentre i costi indiretti legati a carburanti, manutenzione e assicurazioni restano elevati. In questo scenario, molte imprese faticano a trasferire integralmente gli aumenti tariffari ai clienti, soprattutto nei rapporti con la grande distribuzione e l’industria manifatturiera.

    La disponibilità di conducenti rappresenta anche in Italia un vincolo strutturale. Sebbene il rapporto Upply si concentri su dati più dettagliati per Germania e Francia, la tendenza all’invecchiamento degli autisti è comune anche al mercato italiano, con una difficoltà crescente nell’attrarre giovani. La revisione della Direttiva europea sulle patenti, che consentirà l’accesso alla guida dei veicoli industriali a partire dai 18 anni, è vista come un potenziale fattore di riequilibrio nel medio periodo, ma nel breve termine non è sufficiente a compensare le uscite dal mercato del lavoro.

    L’Italia non ha ancora introdotto un sistema di pedaggi basato direttamente sulle emissioni di anidride carbonica paragonabile a quello tedesco, ma gli operatori risentono comunque degli effetti indiretti della transizione ambientale. L’aumento dei costi dei veicoli a basse emissioni e l’incertezza sulle future regole spingono molte imprese a rinviare gli investimenti. Secondo Upply, il divario tra grandi gruppi logistici e piccole imprese è destinato ad ampliarsi: l’extracosto stimato tra 100mila e 150mila euro per la sostituzione di un camion diesel con uno elettrico o a idrogeno rappresenta un ostacolo significativo per gran parte del tessuto imprenditoriale italiano.

    In questo contesto, assumono rilievo gli strumenti di politica industriale e infrastrutturale. Gli investimenti previsti dal Pnrr, in particolare su infrastrutture di trasporto, intermodalità e digitalizzazione, sono considerati un fattore potenzialmente positivo per il settore, anche se i loro effetti sul trasporto stradale merci saranno graduali. L’integrazione con il trasporto ferroviario e marittimo, soprattutto nei collegamenti con i porti, rappresenta una leva per migliorare l’efficienza complessiva della catena logistica, ma richiede coordinamento operativo e investimenti aggiuntivi.

    Dal punto di vista tecnologico, l’Italia appare in una posizione intermedia rispetto agli altri grandi Paesi europei. L’adozione di soluzioni digitali avanzate procede, ma in modo disomogeneo, con una maggiore diffusione tra gli operatori di dimensioni medio-grandi. Secondo Upply, la tecnologia può contribuire a migliorare l’utilizzo dei mezzi e a ridurre i costi operativi, ma nel contesto italiano resta fortemente condizionata dalla frammentazione del mercato e dalla limitata capacità di investimento di molte imprese.

    Nel complesso, il capitolo italiano del rapporto Upply restituisce l’immagine di un settore che nel 2026 opera in equilibrio precario. I volumi non calano in modo significativo, ma la crescita resta debole, mentre i costi continuano a salire. La capacità di adattamento dell’autotrasporto italiano dipenderà sempre più dalla possibilità di consolidamento, dall’accesso agli investimenti e dall’evoluzione delle politiche pubbliche a sostegno della transizione e dell’intermodalità.

    P.R.

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