Il mercato globale del trasporto marittimo di container ha vissuto nella terza settimana di gennaio 2026 una fase di correzione marcata verso il basso. Il 22 gennaio l’indice composito del World Container Index diffuso da Drewry si è attestato a 2.212 dollari per container da 40 piedi, in calo del 10% su base settimanale e del 36% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. È la seconda flessione consecutiva a doppia cifra, in un contesto caratterizzato da domanda debole e da un progressivo riassestamento della capacità offerta.
Secondo l’analisi di Drewry, il principale fattore alla base della contrazione è il rallentamento stagionale successivo al picco causato dal Capodanno cinese, che ha inciso in modo diretto sui volumi in partenza dall’Asia. A questo si aggiungono le scelte operative dei principali vettori, impegnati a contenere l’eccesso di offerta attraverso un aumento delle cancellazioni (blank sailing) e una gestione prudente del rientro delle navi sulle rotte più congestionate. Sullo sfondo resta l’incertezza legata al transito nel Canale di Suez, con strategie differenziate tra gli operatori: alcune compagnie continuano a privilegiare la circumnavigazione dell’Africa, mentre altre valutano riprese parziali dei transiti, con effetti ancora limitati sulla capacità effettivamente disponibile.
Sulle rotte tra Cina ed Europa il quadro appare particolarmente debole. Il nolo medio spot sulla tratta Shanghai-Rotterdam è sceso a 2.510 dollari per feu, con una riduzione del 9% rispetto alla settimana precedente e del 27% su base annua). Ancora più elevato, ma anch’esso in calo, il valore sulla Shanghai-Genova, pari a 3.520 dollari, in diminuzione dell’8% settimanale e del 23% rispetto a un anno prima. La pressione ribassista riflette sia la contrazione dei carichi in uscita dalla Cina sia l’incertezza operativa legata ai tempi di transito e ai costi indiretti derivanti dalle rotte più lunghe. In questo contesto, le tratte di ritorno continuano a muoversi su livelli molto più bassi: il nolo Rotterdam-Shanghai si colloca a 502 dollari, con una flessione limitata al 2% settimanale e al 3% annuo, confermando una domanda strutturalmente debole sul backhaul Europa-Asia.
Ancora più accentuata è la correzione sulle rotte transpacifiche tra Cina e Stati Uniti, che nell’ultima settimana hanno registrato i cali più rilevanti dell’intero indice. Il nolo Shanghai-Los Angeles è sceso a 2.546 dollari, con una riduzione del 12% su base settimanale e del 47% su base annua. Sulla costa orientale statunitense, la tratta Shanghai-New York si è attestata a 3.191 dollari, in calo dell’11% rispetto alla settimana precedente e del 50% rispetto a dodici mesi prima, segnando di fatto un dimezzamento del valore. Questi dati evidenziano come il riequilibrio tra capacità e domanda sia ancora lontano dal trovare un punto di stabilità, nonostante le misure di contenimento adottate dai vettori. Anche in questo caso, le rotte di ritorno mostrano una maggiore tenuta: il nolo Los Angeles-Shanghai è pari a 705 dollari, con una riduzione del 4% settimanale e appena del 2% su base annua, segnale di una dinamica ormai consolidata su livelli minimi.
Diverso, ma non privo di criticità, l’andamento del mercato transatlantico tra Unione europea e Stati Uniti. L’export europeo verso la costa est americana continua a risentire del rallentamento della domanda e della competizione tra i vettori. Il nolo Rotterdam-New York è sceso a 1.570 dollari, con una flessione del 4% rispetto alla settimana precedente e del 43% su base annua. Più stabile la rotta inversa, New York-Rotterdam, che registra un valore di 983 dollari, in lieve calo dell’1% settimanale ma in crescita del 20% rispetto allo stesso periodo del 2025. Si tratta dell’unica relazione del paniere Drewry a presentare un segno positivo su base annua, a conferma di una domanda relativamente più solida dall’area nordamericana verso l’Europa, anche se su livelli assoluti ancora contenuti.
Nel confronto tra le principali variazioni settimanali, le rotte transpacifiche e Asia-Europa risultano le più esposte alla volatilità ribassista, mentre le relazioni di ritorno e alcune tratte transatlantiche mostrano una maggiore resilienza. Secondo Drewry, nelle prossime settimane i noli potrebbero continuare a scendere, con i vettori orientati a reintrodurre capacità in modo graduale per verificare la risposta del mercato ed evitare un deterioramento ulteriore dei tassi spot. L’evoluzione delle rotte e delle scelte operative resterà quindi centrale per gli operatori della logistica, chiamati a gestire un contesto ancora instabile e in rapido mutamento.
































































