La vendita della compagnia israeliana Zim Integrated Shipping Services si sta vivacizzando con l’ingresso del colosso Msc, che la contende a Hapag-Lloyd, mentre la proposta che ha scatenato questa gara, quella del Ceo della stessa Zim Eli Glickman e dell'imprenditore Rami Ungar è stata respinta dal Consiglio di amministrazione. Alcune fonti israeliane definiscono Msc il principale candidato all’acquisizione per tre motivi. Il primo è che è interamente controllata dalla famiglia Aponte, che non ha legami con nazioni che hanno relazioni tese con Israele. La seconda è che Msc e Zim hanno già sinergie operative (condivisioni di slot su rotte trans-pacifiche) e la terza è la solida posizione finanziaria di Msc.
Viceversa, l’interesse di Hapag-Lloyd, precedente a quello di Msc, ha destato preoccupazioni in Israele (che considera Zim un assetto strategico). La prima riguarda la presenza nell’assetto societario della compagnia tedesca di Qatar Holding (col 12,3%) e del fondo sovrano saudita Pif (col 10,2%). Anche i lavoratori di Zim hanno espresso una forte opposizione alla società tedesca durante l’incontro del loro comitato con ministro dei Trasporti Miri Regev, sempre per la presenza degli investitori arabi.
Resta determinate la golden share del Governo israeliano, istituita quando la Zim venne privatizzata nel 2004. ciò garantisce all’Esecutivo un potere di veto su qualsiasi vendita superiore al 24% delle azioni. Inoltre, il Consiglio d’amministrazione deve essere a maggioranza israeliana e il Ceo e il presidente devono avere la cittadinanza israeliana. Infine, Zim deve mettere sempre a disposizione del Governo almeno undici portacontainer nel caso di emergenze nazionali.
Il Consiglio di amministrazione di Zim ha incaricato la società Evercore come advisor finanziario per condurre un processo di vendita strutturato, che comprende una valutazione delle offerte. Intanto un gruppo di azionisti israeliani che ha l’otto percento del capitale ha proposto tre nuovi candidati al Consiglio d’amministrazione per sostituire i membri attuali. Visto il contesto, l’assemblea annuale degli azionisti è stata rinviata al 26 dicembre 2025, con modifiche all’agenda. Il Cda ha dichiarato che non fornirà aggiornamenti finché non sarà raggiunto un accordo o il processo di revisione non si sarà concluso.
Pietro Rossoni









































































