La Distrettuale Antimafia di Palermo ha assunto la conduzione delle indagini su due distinti episodi di natura intimidatoria ai danni di Sicily by Car, una delle principali società italiane di autonoleggio, con sede e attività prevalente in Sicilia. I fatti sono avvenuti tra il 21 marzo e la notte tra il 26 e il 27 maggio 2026, entrambi nell'area palermitana, e sono trattati dagli inquirenti come parte di un'unica sequenza di pressione criminale nei confronti dell'azienda.
Il primo attacco risale al 21 marzo 2026, quando il deposito e magazzino di Sicily by Car in via San Lorenzo, a Palermo, è stato oggetto di una sparatoria. Secondo le ricostruzioni degli investigatori, almeno due persone armate hanno esploso colpi di kalashnikov contro le strutture e i veicoli dell'azienda, per poi darsi alla fuga. I carabinieri hanno acquisito i filmati di sorveglianza e avviato l'analisi dei bossoli e delle traiettorie per ricostruire il percorso del veicolo utilizzato dai responsabili. L'inchiesta, inizialmente seguita dalla Procura ordinaria, è stata in seguito trasferita alla Distrettuale Antimafia di Palermo, passaggio che gli inquirenti hanno ritenuto necessario alla luce del possibile inquadramento dei fatti nell'ambito della criminalità organizzata.
Il secondo episodio si è verificato nella notte tra il 26 e il 27 maggio 2026 nel piazzale di Sicily by Car a Villagrazia di Carini, lungo Statale 113 in provincia di Palermo. Le telecamere di videosorveglianza hanno ripreso tre persone che scavalcano la recinzione del piazzale, cospargono le vetture di benzina e appiccano il fuoco prima di allontanarsi nel giro di pochi minuti. L'incendio ha coinvolto oltre venti automobili, con una decina di vetture completamente distrutte. L'area era stata inaugurata circa due settimane prima, il 7 maggio, dallo stesso fondatore Dragotto, circostanza che gli inquirenti ritengono coerente con un'ipotesi intimidatoria deliberatamente mirata contro l'azienda.
La Procura ha aperto immediatamente un fascicolo per incendio doloso a sfondo intimidatorio e ha delegato le indagini ai carabinieri di Palermo. Formalmente, secondo quanto riferito dagli inquirenti, non viene al momento esclusa alcuna ipotesi in attesa degli esiti tecnici, ma la dinamica documentata dalle telecamere, tre persone che agiscono con benzina in modo rapido e coordinato, orienta le valutazioni verso il dolo. Obiettivo degli investigatori è anche verificare i collegamenti strutturali con la sparatoria del 21 marzo, nel quadro di una possibile strategia unitaria di pressione criminale. Al momento non risultano arresti né iscrizioni di indagati rese note alla stampa in relazione a nessuno dei due episodi e la linea ufficiale è di massimo riserbo.
Tommaso Dragotto, fondatore di Sicily by Car, ha dichiarato di non aver mai ricevuto richieste di pizzo né altre pretese economiche da parte di alcuno, ribadendo la volontà di non cedere ad alcuna forma di racket e la fiducia nell'operato dei carabinieri e della magistratura. Dragotto ha inoltre annunciato l'intenzione di rafforzare le misure di sicurezza con vigilanza armata in tutte le sedi, per tutelare strutture e dipendenti a fronte della ripetizione degli attacchi.









































































