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La Polonia conquista l’autotrasporto europeo

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Una ricerca dell'ente francese Comité National Routier (CNR) mostra che gli autotrasportatori polacchi mantengono il primo posto nel trasporto stradale internazionale e il secondo in quello assoluto, dopo i tedeschi.

Neve strada Scania ponteIl CNR francese svolse una prima ricerca sull'autotrasporto polacco nel 2011 e nel 2017 ha deciso di aggiornarla tramite una nuova raccolta di dati svolta sia usando statistiche ufficiali, sia tramite interviste agli autisti sulla strada. Fin dalla caduta della Cortina di ferro, la Polonia ha registrato una costante crescita economica, che ha sviluppato anche l'autotrasporto nazionale e internazionale. Quest'attività è favorita anche dalla posizione del Paese, al centro dei flussi tra Finlandia e Paesi Baltici con il resto del continente e tra la Russia con il resto dell'Europa.
La ricerca del CNR mostra che dall'ingresso della Polonia nella UE la sua flotta di veicoli industriali è triplicata e la sua crescita non è stata fermata neppure dalla crisi del 2008, con un tasso annuo medio dell'11,5% (a fronte di quello europeo del 5,9%). Un anno prima, l'autotrasporto polacco raggiunse il primo posto nel trasporto stradale europeo e da allora non lo ha lasciato, raggiungendo la quota del 28%. Praticamente, quasi un camion su tre che attraversa le frontiere comunitarie ha targa polacca.
Oggi in Polonia operano 80mila imprese di autotrasporto in conto terzi, che impiegano 230mila persone e producono un fatturato di 24,8 miliardi di euro (dato 2015), il doppio di quello rilevato nel 2009. In termini di traffico, l'autotrasporto internazionale polacco ha prodotto (nel 2015) 156 miliardi di tonnellate per chilometri, il 60% di quello totale. Il sei percento di tale chilometraggio è svolto in regime di cabotaggio stradale, svolto soprattutto in Germania (67%) e Francia (12%).
Nonostante la crescita e a buona posizione in Europa, anche l'autotrasporto polacco sta iniziando a subire alcuni problemi, come l'erosione delle tariffe, l'aumento dei costi e la carenza di autisti. L'autotrasporto polacco è anche preoccupato delle misure di protezione contro il dumping sociale attuate da alcuni Paesi occidentali e tramite la sua associazione ZMPD sta premendo sul Governo per contrastarle. Ma anche i loro autisti stanno chiedendo maggiori salari e migliori condizioni di lavoro.
Questi elementi hanno ridotto la produttività dei veicoli industriali polacchi del 14% dal 2011, compensata da una migliore gestione dei costi e dal calo del prezzo del gasolio (che in Polonia costa 0,78 euro al litro). Per affrontare la carenza di autisti e l'aumento del costo del lavoro, gli autotrasportatori polacchi guardano a est, assumendo personale in Ucraina, Russia, Georgia e Kazakistan.
Il costo del lavoro nettamente più basso di quello dei Paesi occidentali è uno dei principali elementi che spingono l'autotrasporto polacco al vertice di quello europeo. Il CNR stima che il costo chilometro di un camionista polacco sia oggi di 0,16 euro, più alto di sei anni fa, ma solo il 36% di quello francese (0,45 euro). Inoltre, è diverso il modo di calcolare la retribuzione.
Gli autotrasportatori polacchi affermano di pagare gli autisti sulla base della sola presenza giornaliera, ma la interviste svolte dal CNR mostrano che a fianco di una parte fissa c'è un'importante componente variabile legata alla percorrenza, cui si aggiungono bonus devoluti per diversi motivi: mancanza d'incidenti, guida economica o festività Natalizie. Ciò rende una parte consistente del salario esente dal pagamento dei contributi. Infine, le buste paga degli autisti polacchi non comprendono alcuna voce relativa allo straordinario.

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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