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Salvini alleato di Grimaldi su convenzione Tirrenia?

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Il ministro degli Interni ha parlato all'assemblea generale dell'Alis, che si è svolta a Roma il 20 novembre 2018, appoggiando indirettamente la compagnia campana nella vertenza sul finanziamento alle linee del concorrente Onorato per la Sardegna.


Guido Grimaldi Matteo SalviniChe all'assemblea generale dell'Alis fosse presente il vice-ministro leghista ai Trasporti, Edoardo Rixi, non sorprende, però meno scontata è la presenza a un evento di trasportatori del ministro degli Interni. Invece Matteo Salvini era in sala ed è anche intervenuto, probabilmente in veste di vice primo ministro. Tra le frasi di circostanza ("l'Italia merita fatti e posti di lavoro, bisogna lasciar lavorare la gente che vuole lavorare, costruire e non distruggere, l'Italia ha bisogno di nuove e migliori infrastrutture, dobbiamo andare avanti e non indietro") spicca una frase detta dal ministro: "Per quanto riguarda invece i contributi verso le imprese sono necessari se rafforzano il libero mercato, ma non bisogna più elargire soldi pubblici in convenzioni dello Stato verso singole realtà che alterano la libera concorrenza". Una frase apparentemente neutra, ma se contestualizzata nel duro conflitto che vede contrapposta la famiglia Grimaldi (che in Alis ha il presidente, Guido Grimaldi, corporate short sea commercial director del gruppo Grimaldi) a quella Onorato (che possiede Moby e Tirrenia) potrebbe assumere un senso diverso.
Poche settimane fa, lo stesso Guido Grimaldi ha attaccato la convenzione assegnata alla Tirrenia per la continuità territoriale con la Sardegna, sostenendo che è illegittima perché non è mai stata messa in gara e che porta nella casse della compagnia di Onorato 72 milioni l'anno. Grimaldi ha chiesto al Governo italiano di adottare il sistema spagnolo, che fornisce il contributo direttamente agli abitanti delle isole, che possono scegliere la compagnia da usare. In tale contesto, quindi, la frase di Salvini in un evento dell'associazione presieduta da Grimaldi può assumere il valore di un appoggio e potrebbe prefigurare un cambiamento di rotta della politica di continuità territoriale, segnando un importante punto a favore dei Grimaldi.
Se così fosse, questa vicenda mostra anche un aspetto paradossale, perché dal suo ponte Onorato sventola da tempo la bandiera col motto "prima gli italiani", caro alla Lega, riguardo alla nazionalità dei marittimi imbarcati, accusando l'avversario di usare personale extra-comunitario. Lo stesso Vincenzo Onorato, lo scorso settembre, si è rivolto direttamente al ministro dell'Interno annunciando di volergli presentare "i dati e le informazioni sulla piaga della disoccupazione fra i marittimi e sulle connivenze che hanno consentito abusi e violazioni di una legge, quella sul registro internazionale che era stata pensata per difendere la presenza italiana, quella che veniva definita la bandiera italiana sui mari e l'occupazione dei marittimi italiani". Onorato ha anche definito "traditori della Patria" quegli imprenditori marittimi che "condannano alla disoccupazione decine di migliaia di marittimi lasciati a terra per imbarcare extra-comunitari pagati con salari da schiavitù". Non ha fatto nomi, ma è chiaro dove mira il suo colpo.
Non è chiaro, invece, quale sia lo scopo di Salvini: una normale affermazione propagandistica nell'ambito di una campagna elettorale permanente per raccogliere i voti degli associati Alis, oppure uno schieramento che prefigura un effettivo provvedimento legislativo? Sarà interessante vedere se questa partecipazione avrà ripercussioni anche al livello associativo: infatti, sulla scia del conflitto tra Grimaldi e Onorato è sorto anche quello delle associazioni di riferimento: Alis per il primo e Assarmatori (aderente a Conftrasporto-Confcommercio) per il secondo. E a questo livello si entra veramente nella sfera politica.

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