Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran, iniziata nel fine settimana, ha prodotto un effetto immediato sui mercati energetici globali. Con lo stretto di Hormuz sotto blocco, attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale trasportato via mare, i mercati europei dei carburanti si preparano a una fase di tensione sui costi. All’apertura delle contrattazioni il Brent ha registrato un rialzo compreso tra il 10% e il 12%, superando temporaneamente la soglia degli 80 dollari al barile, come riportato da Freight Perspectives.
Secondo Christian Dolderer, Lead Research Analyst di Transporeon, il mercato del gasolio risulta particolarmente esposto agli shock geopolitici. I prezzi reagiscono rapidamente alle notizie negative, mentre il riassorbimento delle tensioni si traduce in cali più graduali. Per gli operatori logistici europei si prospetta ora lo scenario di un greggio in avvicinamento ai 100 dollari al barile, con effetti diretti sui costi operativi.
L’incremento delle quotazioni del petrolio potrebbe comportare un aumento del costo della materia prima nell’ordine di 0,12-0,15 euro al litro e tradursi in rincari alla pompa compresi tra 0,20 e 0,30 euro al litro nell’arco di poche settimane. Un impatto di questa entità inciderebbe in modo diretto sui margini dell’autotrasporto, sui contratti indicizzati al carburante e, più in generale, sull’equilibrio economico della filiera logistica europea.
Gli analisti del mercato petrolifero delineano tre possibili traiettorie per l’Europa. In caso di rapida de-escalation, il Brent potrebbe stabilizzarsi tra 80 e 85 dollari al barile, pur con la permanenza di un premio di rischio legato al conflitto per tutta l’estate. Un’interruzione di medio periodo, con quotazioni comprese tra 90 e 100 dollari al barile, manterrebbe elevata la volatilità dei prezzi alla pompa e alimenterebbe ulteriori pressioni inflazionistiche.
Nello scenario più critico, una chiusura prolungata dello stretto di Hormuz bloccherebbe le esportazioni mediorientali, destabilizzando il mercato petrolifero e spingendo il greggio oltre i 125 dollari al barile. In tale contesto si registrerebbe un marcato rialzo dei prezzi del diesel, con effetti diretti sui flussi logistici e sui costi della catena di fornitura europea, in un quadro già caratterizzato da fragilità strutturali sul fronte energetico.







































































