Il trasporto marittimo di container registra un nuovo arretramento dei noli spot nella prima settimana di febbraio 2026. Secondo l’aggiornamento del Drewry World Container Index del 12 febbraio, l’indice composito è sceso dell’uno percento a 1.933 dollari per container da 40 piedi, segnando la quinta settimana consecutiva di flessione e una contrazione del 38% su base annua. Il calo s’inserisce in una fase atipica che precede il Capodanno cinese, caratterizzata da domanda debole e da un eccesso di capacità che i vettori stanno cercando di contenere con numerose partenze cancellate.
Sulle rotte Cina-Europa il deterioramento dei noli è evidente e più accentuato rispetto ad altri traffici. Il collegamento Shanghai-Rotterdam ha registrato un ribasso settimanale del 2%, attestandosi a 2.127 dollari per feu. Ancora più marcato il calo sulla Shanghai-Genova, in flessione del 3% a 2.965 dollari. Il dato assume rilievo perché il nolo tra Shanghai e Genova è sceso sotto la soglia dei 3.000 dollari, livello che negli ultimi mesi aveva rappresentato un riferimento psicologico per il mercato mediterraneo.
La dinamica riflette un indebolimento anticipato della domanda stagionale. Tradizionalmente, nelle settimane precedenti al Capodanno cinese si osserva un rafforzamento dei volumi in uscita dall’Asia, con effetti di sostegno sui noli. Quest’anno, invece, il picco sembra essersi manifestato con largo anticipo, lasciando spazio a una fase di sovracapacità proprio alla vigilia delle chiusure produttive in Cina. Sulle direttrici tra Asia ed Europa e Mediterraneo sono state annunciate 24 partenze cancellate nelle prossime settimane, nel tentativo di riequilibrare il rapporto tra stiva disponibile e carichi effettivi.
Anche le rotte transpacifiche confermano segnali di sofferenza. I noli da Shanghai a Los Angeles sono scesi dell’1% su base settimanale a 2.214 dollari per container da 40 piedi, mentre quelli verso New York hanno perso l’1% a 2.800 dollari. Il confronto annuale mostra una contrazione ben più ampia: -50% sulla rotta verso la costa ovest degli Stati Uniti e -52% su quella verso la costa est. Si tratta di una riduzione che ridimensiona in modo consistente i livelli registrati un anno fa.
Per contrastare la debolezza dei volumi, i vettori hanno cancellato 57 partenze sulle rotte transpacifiche nelle prossime due settimane. L’intervento sulla capacità, tuttavia, non ha finora prodotto un’inversione di tendenza sui noli spot, che continuano a mostrare un andamento discendente. La pressione competitiva e la cautela degli importatori statunitensi contribuiscono a mantenere il mercato su livelli contenuti.
Diverso il quadro sulle rotte tra Europa e Stati Uniti. Il collegamento Rotterdam-New York ha registrato un aumento dell’1% su base settimanale, segnalando una maggiore stabilità rispetto ai flussi principali in uscita dall’Asia. Ancora più evidente la dinamica sulle tratte di ritorno verso l’Asia: Rotterdam-Shanghai è salita del 2% su base settimanale e del 6% su base annua, mentre New York-Rotterdam ha segnato un +2% settimanale e un +16% su base annua.
Il differenziale tra rotte headhaul e backhaul evidenzia una segmentazione del mercato. Se i traffici d’esportazione asiatici soffrono per la debolezza della domanda nei mercati di destinazione, le direttrici di ritorno mostrano una relativa tenuta, anche in relazione alla gestione dei container vuoti e alla necessità di riposizionamento verso i porti asiatici. La rotta più onerosa resta Shanghai-Genova a 2.965 dollari per container da 40 piedi, nonostante il recente calo, mentre la più economica è Rotterdam-Shanghai a 525 dollari. Secondo Drewry, è attesa un’ulteriore lieve flessione dei noli spot nelle prossime settimane, anche in considerazione delle chiusure delle fabbriche in Cina.
M.G.




































































