Windrose Technology, azienda cinese fondata nel 2022 per sviluppare veicoli industriali elettrici, ha completato il percorso di accesso al mercato europeo dei camion elettrici pesanti ha annunciato un programma di costruzione in Europa. Tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 l’azienda ha ottenuto tutte le certificazioni necessarie alla circolazione su strada nell’Unione Europea e ha annunciato l’avvio di una presenza industriale stabile, con un impianto di assemblaggio nel porto di Antwerp-Bruges e un progetto produttivo più ampio nel nord della Francia. L’obiettivo è porsi come nuovo operatore nel segmento del lungo raggio a zero emissioni, puntando su un prezzo sensibilmente inferiore rispetto ai costruttori europei tradizionali.
Il prodotto con cui Windrose si presenta in Europa è un trattore elettrico progettato per il trasporto a lunga distanza. Secondo quanto dichiarato dall’azienda, il veicolo utilizza un’architettura elettrica a 800 volt, una batteria da circa 729 kWh e offre un’autonomia indicativa di circa 670 chilometri a pieno carico, fino a 49 tonnellate. Il prezzo di riferimento comunicato per il mercato europeo è intorno a 250mila euro, a fronte di listini che per modelli equivalenti di Volvo, Mercedes, Scania o Man si collocano generalmente tra 350mila e 400mila euro.
Il completamento della procedura regolatoria è stato uno degli snodi centrali della strategia europea. Nel 2025 Windrose ha ottenuto le certificazioni UN Ece R155 sulla cibersicurezza e R156 sugli aggiornamenti software over the air, passaggi indispensabili per l’omologazione dei veicoli con forte integrazione digitale. A novembre dello stesso anno la società ha annunciato il conseguimento di tutti i 43 certificati richiesti dalla normativa europea, rendendo il camion formalmente vendibile nell’Unione.
Parallelamente all’omologazione, l’azienda sta sviluppando una base industriale articolata su due Paesi. In Belgio, a Zele nelle Fiandre orientali, Windrose ha insediato la sede europea e un centro di ricerca e sviluppo già nel 2024, ottenendo anche un World Manufacturing Id. Il 28 gennaio 2026 il porto di Antwerp-Bruges ha annunciato l’assegnazione a Windrose di una concessione di 9,5 ettari nell’area Romeynsweel, lungo la Noorderlaan, destinata all’assemblaggio finale dei camion, ad attività di ricerca e sviluppo e ai servizi post-vendita. L’investimento iniziale annunciato è di circa 100 milioni di euro, con una prospettiva occupazionale indicata in circa 200 addetti nel lungo periodo.
Il modello industriale previsto per Anversa prevede la produzione dei principali componenti in Cina e la loro spedizione in Belgio per l’assemblaggio finale. I veicoli saranno conformi alle normative europee e destinati al mercato UE, con la possibilità di essere esportati anche in Nord America. Lo sviluppo dell’area avverrà tramite una joint-venture con Van Wellen Group, operatore belga specializzato in immobili logistici e portuali.
Accanto al polo belga, Windrose ha annunciato nel maggio 2025 un progetto industriale più ambizioso in Francia, a Onnaing, nell’area di Valenciennes. Qui l’azienda ha acquistato circa 22 ettari di terreno, con un investimento stimato in 175 milioni di euro e una capacità produttiva a regime di circa 4.000 camion l’anno. Le stime occupazionali variano tra 300 e mille addetti. Per dimensioni e impostazione, il sito francese appare destinato a diventare il principale centro manifatturiero europeo del gruppo, mentre Antwerp assumerebbe un ruolo di hub logistico, di assemblaggio e di vetrina industriale.
Non sono mancati, tuttavia, segnali di cautela da parte delle istituzioni. Nell’autunno 2024 i fondi pubblici belgi Sfpim e Pmv, inizialmente indicati come potenziali investitori, hanno deciso di non partecipare al finanziamento della fabbrica Windrose dopo la fase di due diligence. Secondo quanto riportato da The Brussels Times, la scelta riflette valutazioni prudenti sulla solidità del piano industriale e finanziario.
Il 2025 è stato infatti caratterizzato anche da tensioni sul fronte finanziario. Durante l’estate un ex dirigente ha reso pubbliche accuse relative a stipendi arretrati, problemi di liquidità e componenti bloccati nei porti per fatture non pagate. Il Ceo della società Wen Han ha respinto le accuse parlando di difficoltà amministrative e negando uno stato di insolvenza, ma il quadro emerso ha evidenziato una forte dipendenza da nuovi round di finanziamento e il rinvio ripetuto di una quotazione in borsa più volte annunciata.
Il camion Windrose presenta caratteristiche allineate alla fascia alta del mercato elettrico. Oltre all’autonomia dichiarata, il veicolo offre una potenza fino a circa 1.400 cavalli equivalenti, supporta la ricarica Ccs ed è predisposto per il futuro Megawatt Charging System. La cabina con posto guida centrale e un coefficiente aerodinamico dichiarato intorno a 0,27 sono elementi distintivi rispetto ai modelli europei tradizionali.
La combinazione di prezzo di acquisto più basso, garanzia fino a 600mila chilometri e un impegno di riacquisto pari al 20% del valore del veicolo, comunicato dall’azienda, potrebbe tradursi in un vantaggio rilevante sul costo totale di esercizio. Questo beneficio resta però condizionato alla reale affidabilità del mezzo, alla disponibilità di ricambi e alla capacità di ridurre i tempi di fermo veicolo, elementi fondamentali per le flotte di lungo raggio.
L’architettura europea di Windrose si completa con una rete di collaborazioni che coinvolge operatori tecnologici, logistici e infrastrutturali. Tra questi figurano Orange per la connettività e i servizi digitali, Circle K per la ricarica ad alta potenza in alcuni corridoi nordici, e operatori logistici come Kuehne+Nagel, Ceva Logistics e il trasportatore belga Gilbert De Clercq per le sperimentazioni operative.





















































