I noli medi spot del trasporto marittimo di container diffusi da Drewry il 9 aprile 2026 mostrano un andamento settimanale a due velocità. L’indice composito World Container Index registra un lieve aumento dell’1%, attestandosi a 2.309 dollari per container da 40 piedi, ma questo valore medio tra tutte le rotte considerate nasconde dinamiche divergenti tra le principali rotte. A incidere sono le tensioni geopolitiche legate allo Stretto di Hormuz, la volatilità del costo del carburante e le strategie di gestione della capacità da parte dei vettori, con effetti diretti sui flussi tra Asia, Europa e Stati Uniti.
Il fattore determinante di questa settimana è il costo del carburante, influenzato dall’incertezza nello Stretto di Hormuz, snodo da cui transita circa il venti percento dell’offerta globale di petrolio. Nonostante un cessate il fuoco temporaneo, le condizioni operative restano instabili e le compagnie marittime privilegiano il riposizionamento delle navi già presenti nel Golfo Persico. In questo contesto, Maersk ha richiesto alle Autorità statunitensi l’autorizzazione per introdurre immediatamente un supplemento carburante straordinario pari a 200 dollari per teu sulle tratte di andata e 100 dollari per teu su quelle di ritorno, segnalando un forte aumento dei costi operativi.
La tensione sui costi si riflette in modo marcato sulle rotte verso il Nord America. Il corridoio transatlantico registra la variazione più intensa: il nolo tra Rotterdam e New York cresce del 25% in una settimana raggiungendo 1.968 dollari, mentre la tratta inversa aumenta del 6% a 1.063 dollari. Alla base non c’è solo il rincaro del carburante, ma anche una riduzione della capacità disponibile. Per aprile si osserva una contrazione del 13% della stiva oceanica su questa rotta, elemento che ha contribuito a comprimere l’offerta e a sostenere i prezzi.
Anche il transpacifico evidenzia un andamento al rialzo. Le spedizioni dalla Cina verso la costa occidentale degli Stati Uniti segnano un aumento del 9% fino a 2.910 dollari, mentre la tratta verso la costa orientale cresce del 7% a 3.671 dollari. In questo caso, oltre alla componente energetica, emerge una strategia dei vettori orientata a trasferire rapidamente sui caricatori l’aumento dei costi, anche in previsione dell’introduzione di nuovi supplementi.
Di segno opposto la dinamica sulle rotte Asia-Europa. Il collegamento Shanghai-Rotterdam registra una flessione del 9% scendendo a 2.308 dollari, con una variazione negativa anche su base annua (-4%). La tratta Shanghai-Genova cala del 3% a 3.420 dollari. Secondo il Container Capacity Insight di Drewry, su questo corridoio la pressione ribassista deriva da un’offerta di stiva ampia: per la settimana successiva è prevista una sola cancellazione di partenza, segnale di una capacità sostanzialmente invariata e superiore alla domanda. In queste condizioni, i vettori riducono le tariffe per mantenere elevati i livelli di riempimento.
Le indicazioni di Drewry suggeriscono che nel breve periodo non si prevede un allentamento delle tensioni sui noli verso l’Occidente. La normalizzazione dei flussi energetici attraverso Hormuz richiederà tempi più lunghi, mantenendo elevata l’incertezza sui costi del carburante. In questo contesto, le compagnie di navigazione continueranno a sostenere i livelli tariffari, con possibili ulteriori incrementi sulle rotte più esposte.







































































