La sovrattassa di 1,23 euro per container pieno extra-UE movimentato nei porti di Genova, Savona e Vado Ligure entrerà in vigore dal 1° marzo 2026 e sarà applicata sia in importazione, sia in esportazione. Il provvedimento è stato approvato dal Comitato di gestione dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale e riguarda esclusivamente i container pieni provenienti o diretti verso Paesi extra-UE, ossia i flussi che richiedono l’utilizzo completo del Port Community System. L’ente portuale definisce il prelievo come “diritto d’uso” di una piattaforma digitale già operativa.
La decisione s’inserisce nel pacchetto di misure su viabilità, grandi cantieri e digitalizzazione approvato dall’Autorità con l’obiettivo di rafforzare le funzionalità e lo sviluppo complessivo degli scali di Genova, Savona e Vado. Secondo quanto riportato dall’Asp, il diritto d’uso del Port Community System costituisce uno strumento per sostenere nel tempo l’evoluzione tecnologica del sistema portuale ligure, allineandolo alle esigenze di integrazione digitale tra terminal, dogane, autorità pubbliche e operatori logistici.
Dal punto di vista operativo, l’importo è fissato in modo uniforme a 1,23 euro per container pieno extra-UE e sarà riscosso attraverso le procedure documentali già integrate nel Port Community System. La decorrenza a inizio marzo 2026 dovrebbe consentire l’adozione di un regolamento attuativo e la definizione delle modalità di riversamento lungo la catena operativa. L’ambito oggettivo della misura è circoscritto ai traffici di container extra-UE, considerati dall’Autorità quelli a maggiore complessità amministrativa e a più elevata intensità di scambio informativo.
Il Port Community System dei Ports of Genoa è attivo dal 2017 ed è l’infrastruttura digitale centrale per la gestione e la tracciabilità dei processi documentali di import, export e trasbordo. Il sistema consente la sincronizzazione delle attività autoritative, commerciali e operative nei nodi logistici collegati a Genova Prà, Savona e Vado, garantendo continuità del servizio, sicurezza informatica e segregazione dei dati in conformità al regolamento generale sulla protezione dei dati. Secondo l’Autorità, esso rappresenta un servizio condiviso essenziale per l’efficienza dei flussi logistici e per la riduzione dei tempi amministrativi.
Dal punto di vista economico, l’impatto unitario di 1,23 euro per container è marginale rispetto al valore medio di un container pieno, ma assume rilievo se considerato in termini di volumi complessivi e di stratificazione degli oneri. Gli operatori segnalano che il nuovo diritto d’uso si somma ad altri prelievi portuali e territoriali, alimentando una percezione di crescente pressione sui traffici marittimi. Allo stesso tempo, l’aggancio del contributo all’utilizzo del Pcs rende strutturale e irreversibile il ruolo della piattaforma digitale nella gestione dei flussi documentali, aumentando l’attenzione della comunità portuale sulla qualità del servizio, sull’affidabilità del sistema e sulla continuità operativa.



































































