Il porto sloveno di Koper (Capodistria) ha chiuso un 2025 di forte crescita del traffico container, che ha toccato 1.272.161 teu, in aumento del 12,2% sul 2024, mentre il vicino scalo di Trieste ha perso il 19,05%. si può ipotizzare quindi un trasferimento di flussi, che potrebbe essere causato dalla chiusura dell’alleanza marittima 2M (Maersk-Msc) e dall’avvio di quella Gemini tra Maersk e Hapag-Lloyd, che nel febbraio 2025 ha rafforzato la regolarità dei collegamenti sull’asse Asia-Mediterraneo settentrionale, con Koper indicato come primo scalo adriatico in alcuni servizi e con prime toccate avvenute tra fine marzo e aprile.
L’accelerazione del container è emersa fin dal primo trimestre, quando marzo ha stabilito un nuovo record mensile storico a 110.810 teu. Nel primo semestre il porto sloveno ha movimentato 623.731 teu, con un aumento del 14% su base annua e un andamento superiore ai programmi. Il dato è coerente con un mercato che nel 2025 ha spinto i flussi dall’Estremo Oriente verso il Nord Adriatico anche per effetto della saturazione di scali concorrenti e della ricerca di alternative più vicine ai mercati dell’Europa centrale. Per quest’area, sono stati attivati nuovi contratti associati all’espansione di impianti produttivi, in particolare in Austria, Germania, Repubblica ceca e Ungheria, con ricadute dirette sui flussi intermodali in uscita.
L’anno, però, ha fatto emergere anche i punti d’attrito tipici di una crescita rapida dei container. La combinazione tra picchi d’importazione e capacità limitata di ritiro via camion e ferrovia ha determinato periodi di elevata occupazione dei piazzali, con interventi di gestione operativa volti a ripristinare la fluidità. Nell’estate 2025 l’occupazione del terminal container è stata elevata e sono state richieste azioni di ritiro più rapide, mentre dal 4 agosto è stata introdotta una regola di accettazione dei container export non prima di sette giorni dall’arrivo previsto della nave, poi revocata il 26 settembre grazie al miglioramento della situazione. Il tema della regolarità è stato aggravato dalle interruzioni ferroviarie sulla rete slovena: lavori infrastrutturali tra giugno e dicembre hanno ridotto la capacità anche fino al 50% su alcune tratte, con chiusure programmate e conseguenti ripercussioni sulle frequenze dei servizi e sulla puntualità delle catene intermodali.
Koper si conferma comunque come la principale porta dei container dell’Adriatico, soprattutto per i flussi da e per l’Europa centrale e orientale, con un profilo di mercato storicamente orientato ad Austria, Slovenia, Ungheria, Slovacchia e, in misura minore, Repubblica Ceca e Germania meridionale. Il trasporto ferroviario resta un elemento distintivo, con una componente su rotaia superiore al 50% e oltre 20mila treni annui. In un Nord Adriatico dove la competizione con Trieste, Rijeka e Venezia è cresciuta insieme ai programmi di potenziamento capacità, Koper ha costruito la propria traiettoria su integrazione operativa, controllo diretto dello sviluppo terminalistico e un’offerta ferroviaria orientata ai corridoi verso l’interno.
La risposta alle pressioni sui volumi container nel 2025 sta passando soprattutto dagli investimenti. A luglio sono iniziati i lavori di estensione della sezione settentrionale del molo Pier I, il progetto principale per aumentare la capacità del terminal container. L’intervento prevede l’installazione di 1.750 pali e la realizzazione di 326 metri di nuova banchina con due ulteriori accosti, oltre a circa 7 ettari di nuove aree operative; il valore del contratto è pari a 152,9 milioni di euro e il completamento è previsto entro la fine del 2027. A regime, la capacità annua del terminal container dovrebbe salire a 1,8 milioni di teu.
Nel corso dell’anno il porto sloveno ha spinto anche su efficienza e digitalizzazione dei processi, con l’introduzione di sistemi di controllo remoto per gru Rmg al terminal container e l’avanzamento d’iniziative di trasformazione digitale. L’obiettivo è aumentare produttività e sicurezza, ma anche stabilizzare le prestazioni nei momenti di picco, quando l’equilibrio tra arrivi nave, capacità di piazzale e disponibilità di tracce ferroviarie diventa determinante.
Il quadro infrastrutturale esterno al porto resta un elemento decisivo per la continuità della crescita container nel medio periodo. La nuova linea ferroviaria Divača-Koper, che dovrebbe essere completata a fine marzo 2026, è il principale intervento nazionale per ridurre i tempi di percorrenza e aumentare la capacità, con un tracciato di 27,1 chilometri e oltre 20,5 chilometri in galleria. Nelle intenzioni, l’entrata in esercizio in combinazione con la linea storica dovrebbe migliorare l’affidabilità dei flussi intermodali, proprio sulla direttrice che nel 2025 ha mostrato la maggiore vulnerabilità durante le fasi di cantiere.
Il traffico merci totale del porto di Koper nel 2025 si è attestato a 23,0 milioni di tonnellate, sostanzialmente in linea con il 2024, ma la dinamica interna ai comparti ha mostrato uno spostamento verso le merci a più alto valore logistico. In questo quadro, il terminal container ha movimentato 11 milioni di tonnellate di merce in container, con un aumento annuale del 7,3%, a conferma di una crescita non solo in unità ma anche in massa.
M.G.































































