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Hapag Lloyd e Contship si ritrovano a Tangeri


A sei mesi di distanza dall'ultima toccata effettuata nel porto di Cagliari, il sodalizio fra la compagnia di navigazione tedesca Hapag Lloyd e il gruppo terminalistico Contship Italia si ricrea ma, questa volta, sulla sponda opposta del Mediterraneo, in Marocco. A novembre 2019 è stato annunciato l'ingresso, con una quota del 10%, del vettore marittimo in Tanger Alliance, società fino a poco fa nota sotto il nome Mara Internazionale Tangeri Terminal SA. e partecipata al 50% da Mara Maro mentre Eurogate e Contship Italia (queste ultime entrambe controllate da Eurokai) hanno diluito la loro quota al 40% per fare spazio al nuovo entrante.
A molti questa operazione potrà giungere come un fulmine a ciel sereno, sia perché Hapag Lloyd si era da poco operativamente separata da Contship Italia proprio al Cagliari International Container Terminal (dove non aveva però una quota azionaria), sia perché tradizionalmente questa compagnia ha sempre mostrato scarso interesse a investire direttamente nelle banchine, ma in realtà di quest'operazione si vociferava da molto tempo. Già nel luglio del 2018, infatti, circolavano indiscrezioni su un prossimo ingresso di Hapag Lloyd nel terminal container marocchino dove era presente anche Contship e questa ipotesi aveva destato una certa preoccupazione per un ipotetico spostamento dei container in transhipment. Preoccupazioni che, alla luce di come è evoluta poi la situazione in meno di due anni, sono risultate fondate.
Durante la sua recente visita nel capoluogo ligure, dove è stato aperto l'ufficio regionale della compagnia per il Sud Europa, l'amministratore delegato di Hapag Lloyd, Rolf Habben Jansen, aveva menzionato "Tangeri, Damietta, Pireo e anche Genova" fra gli hub principali del gruppo nel Mediterraneo. In realtà uno dei porti principali nella regione e sul quale il vettore ha deciso di investire direttamente rilevando un 10% del capitale è il nuovo terminal container di Tanger Med II. La sua entrata in attività è prevista verso la metà del 2020, a regime avrà capacità di movimentazione pari a 1,5 milioni di teu, una banchina di 800 metri e aree operative di 36 ettari.

Nicola Capuzzo

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