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Sciopero del SiCobas alla Xpo Logistics


Il sindacato di base SiCobas ha attuato tre giorni di sciopero in alcune piattaforme italiane dell'operatore logistico Xpo Logistics, chiedendo l'applicazione del contratto nazionale in tutti gli impianti. La sigla sindacale ha annunciato che lo sciopero era in corso nelle piattaforme di Stradella (Pavia), Pontenure (Piacenza), Le Mose-Piacenza, Settala (Milano), Trezzano sul Naviglio (Milano), Trezzo sull'Adda (Milano) e in "molti altri magazzini". Lo sciopero è avvenuto anche con picchetti che hanno bloccato gli accessi. Una situazione che secondo una nota diffusa il 6 aprile dalla Filt Cgil avrebbe comportato un'aggressione verso una rappresentante del sindacato confederale, avvenuta all'impianto di Stradella, dove XPO gestisce la logistica di H&M.
Il comunicato della Filt afferma che "questa mattina, quando la maggior parte dei lavoratori si sono presentati ai cancelli manifestando la loro intenzione di entrare al lavoro, hanno trovato nuovamente l'accesso interdetto da una decina di sindacalisti ed attivisti del SiCobas, estranei all'impianto. Ne è nato un conflitto sfociato in aggressioni, insulti e strattoni, ed in particolare modo la violenza è stata indirizzata verso la nostra delegata Livia. Denunciamo il pesante clima intimidatorio al quale, quasi quotidianamente, vengono sottoposti i delegati e le delegate della nostra organizzazione, forse derivato dalla volontà della Cgil di affermare attraverso la contrattazione e le tutele diritti e legalità nel lavoro". Il SiCobas ha replicato che non c'è stato alcun contatto tra i lavoratori, ma "solo scambi di opinioni".
Sullo sciopero è intervenuta il 9 aprile anche Assologistica che "condanna i comportamenti che ledono il diritto di impresa e il diritto al lavoro e chiede l'intervento delle Istituzioni". In una nota, l'associazione degli operatori logistici afferma che i blocchi organizzati dal SiCobas "vanno ben oltre la normale dialettica delle relazioni industriali (e di fatto si traducono in una situazione in cui si tiene semplicemente in ostaggio un'azienda e i suoi dipendenti) con lo scopo di colpirne l'immagine. Un modo vecchio e speravamo superato di fare azione sindacale. Attraverso la facile ma pericolosa scorciatoia dei danni, delle provocazioni e delle minacce soggetti esterni all'azienda diventano capaci di incidere sul destino di coloro che invece, dall'interno, sono impegnati nel difendere competitività aziendale, condizioni e posti di lavoro, così da continuare a stare sul mercato, conducendo fisiologiche e corrette relazioni sindacali".

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto da pagina Facebook SiCobas Pavia
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