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Il coronavirus colpisce anche il commercio elettronico

Consegna in Cina durante il coronavirus (fonte JD Logistics)

Per anni gli italiani hanno trascurato gli acquisti online e siamo rimasti indietro nelle classifiche globali del commercio elettronico. È bastato però il primo Decreto sull’epidemia della Covid-19, quello che pone restrizioni alla circolazione ad alcune attività in Lombardia e quattordici provincie del Centro-Nord (poi esteso all’intera Italia), per causare un’impennata di ordini telematici. Le cause possono essere diverse: i limiti alla circolazione delle persone imposte dalla Legge, il timore di andare nei negozi o nei supermercati affollati o la ricerca di prodotti esauriti nella rete di vendita fisica (come le mascherine o i disinfettanti).

Secondo l’istituto di ricerca Nielsen, già nell’ultima settimana di febbraio (quindi prima dall'emanazione del Decreto), i prodotti di largo consumo venduti online sono aumentati del 30% rispetto alla settimana precedente. Però la filiera logistica non è pronta a questa impennata e la conseguenza è stato l’aumento dei tempi di consegna, che nelle aree più interessate dal fenomeno, come la Lombardia, è di alcuni giorni. E sono interessati anche i colossi organizzati come Amazon e i servizi a domicilio delle grandi catene della distribuzione organizzata, che difficilmente consegnano prima di cinque o sei giorni dall’ordine.

L’aumento delle consegne sta ovviamente mettendo sotto stress gli operatori dell’ultimo miglio e i loro autisti. Questi ultimi sono sempre più preoccupati della propria salute e chiedono con insistenza, anche con alcuni scioperi indetti in questi giorni dai sindacati di base, di avere sistemi di protezione. Protezione che vale per loro, ma anche per le persone con cui entrano in contatto quando consegnano i pacchi. Il 10 marzo, i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti hanno scritto all’associazione Fedit e ad alcuni grandi corrieri chiedendo di fornire agli autisti mascherine e guanti monouso “senza ulteriori indugi”. Inoltre chiedono che gli autisti siano esentati da far firmare i destinatari sul loro palmare, “tenendosi a distanza di sicurezza e facendosi autorizzare la firma in autogestione”.

I sindacati chiedono anche che la committenza “si limiti a fare in modo che sia garantita l’ordinaria prestazione, escludendo nel modo più assoluto richieste d’incremento di produttività”. La Filt Cgil di Milano ha lanciato un appello anche agli acquirenti, chiedendo loro di limitare gli acquisti online ai prodotti essenziali, lasciando così disponibilità per la consegna di prodotti indispensabili a persone che per vari motivi non possono uscire di casa. Intanto, sempre in Lombardia, si segnala il caso di un autista dell’ultimo miglio contagiato dalla Covid-19.

(Nella foto le consegne di JD.Com in Cina)

© TrasportoEuropa - Riproduzione riservata - Foto di repertorio
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