Gts Rail, impresa ferroviaria del gruppo Gts Logistic, ha attivato a metà gennaio 2026 un nuovo collegamento ferroviario intermodale merci tra l’Interporto di Padova e il porto di Zeebrugge, parte del sistema portuale unificato Port of Antwerp-Bruges. Il servizio vuole potenziare i flussi logistici tra il Nord-Est italiano e uno dei principali hub marittimi del Nord Europa, con particolare attenzione ai traffici diretti verso Regno Unito, Irlanda e area nordica.
La relazione è operata direttamente da Gts Rail in collaborazione con Terminal Interporto Padova e prevede, nella fase di avvio, tre circolazioni ferroviarie settimanali, con l’obiettivo di portare il servizio a cinque circolazioni settimanali entro il secondo trimestre 2026. Il collegamento ammette tutti i principali profili di carico intermodali, con esclusione dei semirimorchi in sagoma SR/P400, e consente di svolgere a Padova anche le operazioni doganali per le merci dirette verso il Regno Unito.
La prima circolazione dal Belgio verso l’Italia è avvenuta il 15 gennaio 2026 e sarà seguita il 18 gennaio dalla prima partenza in direzione inversa. L’avvio del servizio coincide con una fase di forte riorganizzazione dei corridoi intermodali europei, segnata dalla chiusura di alcune soluzioni storiche come l’autostrada viaggiante tra Novara e Friburgo e dalla conseguente necessità di aumentare l’offerta ferroviaria non accompagnata sulle direttrici nord-sud.
Il nuovo servizio Padova–Zeebrugge s’inserisce nella strategia di Gts Logistic di sviluppare servizi ferroviari internazionali integrati strada–ferro–mare, pensati per offrire soluzioni porta-a-porta ai caricatori italiani. In questo schema, l’Interporto di Padova svolge il ruolo di piattaforma tecnica e doganale avanzata per il Nord-Est, mentre Zeebrugge rappresenta il punto di accesso ai collegamenti marittimi a corto raggio verso le isole britanniche e ad altre rotte del Mare del Nord.
Zeebrugge è uno snodo centrale di questa strategia. Il porto belga è uno dei principali scali europei per traffici container, ro-ro e automotive ed è il primo porto europeo per i collegamenti marittimi con il Regno Unito. La sua forza risiede nella combinazione tra banchine marittime specializzate e una fitta rete di collegamenti ferroviari con l’entroterra continentale, che negli ultimi anni è stata oggetto d’investimenti mirati per aumentare la quota modale del ferro.
Il nuovo collegamento da Padova non rappresenta un’iniziativa isolata. Al contrario, si affianca a una serie di relazioni ferroviarie già attive o recentemente avviate dall’Italia verso Zeebrugge, che nel loro insieme delineano un progressivo rafforzamento dell’accessibilità ferroviaria italiana al porto belga. Queste relazioni hanno storicamente intercettato flussi container e ro-ro destinati ai mercati del Benelux e, soprattutto, al Regno Unito, sfruttando la specializzazione di Zeebrugge nei servizi marittimi di corto raggio post-Brexit. Il nuovo instradamento via Padova amplia questo bacino, coinvolgendo direttamente il Nord-Est produttivo e manifatturiero.
Accanto a Gts, anche altri operatori ferroviari e logistici stanno investendo sull’asse Italia–Belgio, contribuendo indirettamente a rafforzare il ruolo di Zeebrugge come porto di riferimento. È il caso del nuovo collegamento intermodale Liegi–Domodossola avviato, sempre a gennaio 2026, da CargoBeamer, che collega il Belgio orientale al nodo piemontese ai piedi delle Alpi con tre circolazioni settimanali, destinate a salire a sei nel corso del 2026. Pur non arrivando direttamente a Zeebrugge, questa relazione si innesta nel medesimo sistema logistico belga e consente di alimentare, tramite la rete interna, i porti del Mare del Nord, incluso il complesso Antwerp-Bruges.
Un altro tassello è rappresentato dalla joint venture Modalink, costituita da Lineas e Fs Logistix, che opera servizi ferroviari tra Anversa e l’area di Milano. Anche in questo caso, l’obiettivo dichiarato è rafforzare uno dei corridoi merci più rilevanti d’Europa, creando alternative ferroviarie strutturate al trasporto tuttostrada e aumentando la capacità complessiva di collegamento tra Italia e Belgio. Queste iniziative indicano una tendenza chiara: il porto di Zeebrugge, insieme ad Anversa, viene sempre più utilizzato come porta d’accesso settentrionale per le merci italiane dirette ai mercati del Nord Europa e del Regno Unito. La possibilità di combinare treni intermodali diretti con servizi marittimi frequenti e affidabili rende il sistema competitivo rispetto ad altre soluzioni portuali, soprattutto in una fase in cui la gestione delle formalità doganali post-Brexit richiede nodi logistici attrezzati e processi consolidati.
Per l’Interporto di Padova, il collegamento con Zeebrugge rappresenta anche un passaggio coerente con il percorso di rafforzamento infrastrutturale e industriale avviato negli ultimi anni. L’interporto veneto ha investito in automazione dei varchi, digitalizzazione dei processi e potenziamento dei servizi ferroviari, e ha recentemente affidato la gestione del terminal intermodale al raggruppamento Psa–Logtainer , per un valore complessivo dell’operazione pari a circa 75 milioni di euro. In questo contesto, ogni nuova relazione internazionale contribuisce ad aumentare l’attrattività del nodo padovano nel sistema logistico europeo.
Anna Maria Boidi

































































