La Regione Emilia-Romagna punta a rafforzare in modo strutturale il trasporto merci ferroviario con un nuovo pacchetto d’incentivi inserito nel disegno di Legge regionale sui trasporti approvato dalla Giunta il 10 febbraio 2026. La proposta, ora all’esame dell’Assemblea legislativa, introduce misure economiche dedicate a imprese ferroviarie merci, operatori logistici e soggetti della filiera intermodale che attivano o incrementano servizi sulla rete regionale Fer e nei nodi collegati al porto di Ravenna.
Al centro dell’intervento c’è un ferrobonus regionale che cambia parametro di riferimento: non più tonnellate-chilometro, ma treni-chilometro aggiuntivi rispetto a un anno base individuato nel 2025. Il contributo sarà riconosciuto ai servizi nuovi o incrementali con durata minima di un anno, con l’obiettivo di sostenere l’offerta aggiuntiva e garantire maggiore stabilità operativa agli operatori.
Accanto al contributo sui treni-km, la Regione prevede uno sconto sulla traccia ferroviaria fino a 2,50 euro per treno-km sulla rete Fer. La misura è cumulabile con il ferrobonus nazionale e si rivolge ai servizi che utilizzano l’infrastruttura regionale, favorendo l’integrazione tra rete locale e corridoi principali. Il provvedimento introduce inoltre un fondo dedicato alle manovre ferroviarie nel porto di Ravenna, con una premialità specifica per i convogli da e per le aree ricomprese nella Zona Logistica Semplificata dell’Emilia-Romagna.
Il perimetro dei beneficiari comprende imprese ferroviarie merci, operatori del trasporto multimodale, terminalisti e caricatori industriali che attivano servizi supplementari sulla rete regionale. Sono coinvolti anche gli utilizzatori del trasporto intermodale o trasbordato che sviluppano relazioni con origine o destinazione in Emilia-Romagna, secondo un’impostazione territoriale più flessibile rispetto al passato. Beneficiari indiretti sono le imprese insediate nella Zls, che si estende su circa 4.500 ettari in nove province e 28 comuni, e che ottengono una premialità per le relazioni con il porto di Ravenna.
La durata delle misure sarà quinquennale, nel periodo 2026-2030, con l’intento di superare la logica dei rifinanziamenti annuali e offrire maggiore prevedibilità agli operatori. Il passaggio dal criterio delle tonnellate-chilometro a quello dei treni-chilometro rappresenta un cambio di impostazione che privilegia l’attivazione di servizi aggiuntivi e la crescita dell’offerta, piuttosto che il solo volume trasportato. In questo modo la Regione intende incentivare l’avvio di nuove relazioni e il consolidamento di collegamenti esistenti, con particolare attenzione ai traffici di medio raggio e all’adduzione verso i corridoi nazionali ed europei.
Nel disegno di Legge trovano spazio anche semplificazioni procedurali per l’accesso agli incentivi, con l’obiettivo di ridurre i tempi amministrativi e rendere più agevole la partecipazione delle imprese. L’intervento s’inserisce in una strategia più ampia di promozione dell’intermodalità e di riequilibrio modale, finalizzata a ridurre l’incidenza del trasporto su gomma, compensare parte dei costi esterni e rafforzare la competitività del ferro, in particolare sulla rete regionale.








































































