“La tempistica attuale ci dice 2027, ma restiamo prudenti. Possiamo anticipare o tardare di qualche mese, tutto dipende da cosa troviamo scavando”. Non si sbilancia più di tanto Calogero Mauceri, il commissario straordinario incaricato a sovrintendere e gestire i lavori del Terzo Valico dei Giovi e del nodo di Genova. Sono sue le parole pronunciate in occasione di un evento promosso da Primocanale.it, il portale online che si definisce “il sito della Liguria”, non nuovo a ospitare occasioni di confronto in cui emergono notizie di prima mano sulle infrastrutture della Liguria. Nonostante il traguardo sulla carta sia vicinissimo, il commissario straordinario, memore delle difficoltà e delle battute d’arresto nei cantieri in un recente passato preferisce procedere con cautela, anche se anticipa che a giugno 2026 la prospettiva è quella di aver scavato il 95,7% del totale dei lavori in galleria.
Il Terzo Valico è una delle maggiori opere ferroviarie attualmente in avanzata fase di costruzione in Italia con un investimento complessivo di 10,7 miliardi di euro. A fine marzo 2026 sono presenti dodici fronti di scavo con 430 imprese coinvolte e circa 5mila addetti. Dopo una fase di rallentamento alla fine del 2024 legata ai problemi dello scavo con due frese, insieme alla presenza di amianto e di gas, la situazione è tornata sotto controllo.
Secondo il commissario, sul fronte di Radimero nord lo scavo è quasi completato, mentre in Val Lemme restano ancora da scavare circa 800 metri insieme a una trentina di metri per completare l’interconnessione di Novi Ligure. Le difficoltà tecniche non sono state secondarie: la presenza di amianto sopra soglia ha rallentato e complicato i lavori di scavo, mentre il contesto geologico in vari punti sfavorevole ha comportato anche il blocco delle Tbm che sono state quindi smontate per poi procedere con il metodo tradizionale. La piena ripartenza è arrivata solo tra l’aprile e il maggio 2025 su tutti i quattro fronti di scavo prima rallentati.
Calogero Mauceri ha puntualizzato anche sulle critiche, già più volte avanzate, su una certa imprevidenza nel condurre l’opera e soprattutto sul fatto di non aver adeguatamente analizzato le condizioni geologiche. Secondo il commissario la motivazione è procedurale: fino al 2019 i lavori del Terzo Valico erano autorizzati per singoli lotti, senza una pianificazione complessiva; la svolta è arrivata solo dopo il finanziamento totale dell’opera che ha consentito una visione globale, ma ormai alcune criticità si erano manifestate strada facendo.
Il Terzo Valico s’inserisce in un contesto d’infrastrutture che riconfigurano tutto il nodo ferroviario di Genova a partire dal quadruplicamento della linea Voltri-Sampierdarena, insieme al sestuplicamento della Principe-Brignole e alla realizzazione del collegamento Bivio Fegino, Campasso e Parco Rugna. Si tratta di un sistema infrastrutturale complesso che si integra nella nuova linea ad alta capacità dei Giovi, ma che presenta alcuni limiti nella futura gestione come i numerosi incroci a raso, un problema questo evidenziato in passato, ma sul quale il commissario non è entrato nei dettagli. E ora il faro è puntato sul 2027, ma se anche l’obiettivo fosse rispettato, collaudi e pre-esercizio rischiano di spostare ancora più in avanti le pagine del calendario. Sarà il 2028?



































































