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L’Europa investe sulle ferrovie della Polonia


Poco più di 600 milioni di euro usciranno dalle casse dell'Unione Europea per finanziare un vasto programma di modernizzazione della rete ferroviaria della Polonia. Lo ha deciso a settembre 2019 la Commissione europea, attingendo dai fondi della politica di coesione che vedono la Polonia tra i principali beneficiari degli aiuti comunitari (a lungo termine arriveranno a Varsavia oltre 70 miliardi di euro). La quota più consistente di questi finanziamenti, e precisamente 487 milioni di euro, è destinata a modernizzare il sistema di segnalamento che riguarda buona parte della rete principale del paese, 14mila chilometri su poco meno di 20mila chilometri di ferrovie a scartamento standard.
Si tratta del più significativo investimento dell'Europa per sostenere l'aggiornamento e la migrazione da una tecnologia all'altra in modo così diffuso. Il sistema nazionale SHP, ormai obsoleto, cederà il posto allo standard europeo interoperabile Ertms-Etcs. In questo modo, in prospettiva, la rete polacca potrà integrarsi pienamente con quella europea con vantaggi per tutte le relazioni internazionali, soprattutto quelle merci che non richiederanno più il cambio dei locomotori con l'uso di moderne macchine politensione. Il progetto di adeguamento dovrebbe concludersi nella seconda metà del 2023.
L'altra quota dei finanziamenti europei è destinata alla Slesia, il voivodato polacco che confina soprattutto con la Repubblica Ceca e quindi al centro delle relazioni economiche con il sudest dell'Europa. Qui saranno investiti 117 milioni di euro. Sarà ripristinata, potenziata ed elettrificata la relazione tra Tarnowskie Góry e Zawiercie a nord dell'importante polo industriale e logistico di Katowice. Una volta terminati i lavori, nell'estate 2022, questo progetto migliorerà l'efficienza del trasporto merci nelle relazioni con l'Europa.

Piermario Curti Sacchi

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