Dalla mattina di sabato 10 ottobre il porto di Rijeka è senza collegamento ferroviario con Zagabria, a causa dello svio di un treno merci avvenuto alle 9:25. Il convoglio, di Transagent, carico di cereali e diretto allo scalo è sviato sugli scambi d'ingresso della stazione di Meja, sulla linea M202, facendo precipitare undici carri in una scarpata, mentre la locomotiva e altri due carri sono rimasti nell'area della stazione. L’incidente non ha causato feriti. La chiusura della linea riguarda la stazione di Meja e il tratto tra Plase e Meja. Se per i passeggeri HŽ Infrastruktura ha attivato bus sostitutivi tra Fiume e Plase, da dove i treni proseguono verso Zagabria, per le merci è interrotto sia l'inoltro su rotaia dei carichi sbarcati sia l'arrivo in porto di quelli destinati all'imbarco dello scalo croato. Questo blocco rischia di ridurre i volumi di cereali movimentati nel periodo e di ripercuotersi sui traffici di veicoli. Il caso più immediato riguarda il terminal di Bakar, dove è attesa una nave con un carico di rinfuse che può proseguire soltanto per ferrovia.
I due terminal container, Jadranska Vrata a Brajdica e Rijeka Gateway, non hanno ancora valutato le conseguenze in assenza di una durata certa della chiusura, ma entrambi restano accessibili su strada. L'Autorità portuale conferma ritiri e consegne su camion a Brajdica, mentre Rijeka Gateway regola l'ingresso dei mezzi con un sistema di prenotazione degli accessi. Però i due terminal sono stati progettati per una ripartizione del traffico terrestre del 60% su ferrovia e del 40% su strada. L'altro collegamento ferroviario dello scalo, verso la Slovenia attraverso Šapjane, Pivka e Lubiana, non offre un'alternativa equivalente: per diversi mercati serviti da Fiume il percorso è più lungo e costoso, e su un tratto sloveno vige un limite di 20 tonnellate per asse che penalizza i convogli pesanti.
Sulla causa dello svio, l'Agenzia croata per le indagini sugli incidenti aerei, marittimi e ferroviari (Ain) ha aperto un'indagine. Il dato acquisito è che, prima dell'incidente, il macchinista del treno 82318 aveva comunicato al regolatore della circolazione di non riuscire a fermare il convoglio. Il ministro del Mare, dei Trasporti e delle Infrastrutture, Oleg Butković, ha dichiarato che la linea era idonea alla circolazione e che l'incidente può dipendere da un problema tecnico o da un errore umano, precisando che sarà l'indagine ad accertarlo. Damir Lončarić, presidente di HŽ Infrastruktura, ha chiesto controlli più approfonditi su carri e locomotive, in particolare degli operatori privati: se si tratta di un problema di frenatura, ha osservato, la rete non è in causa.
Il sindacato dei macchinisti, il Sindikat Sstrojovođa Hrvatske, ha portato la questione sui carri. Il presidente Nenad Mrgan ha dichiarato all’emittente Hrt che il sindacato aveva già segnalato problemi di sicurezza su questo tipo di carri per cereali e che HŽ Cargo aveva concordato di non impiegarli per quei trasporti. Il rappresentante Miroslav Krulčić ha sollevato dubbi sull'affidabilità della frenatura dopo un uso prolungato su forti discese. Krulčić ha richiamato anche un incidente della fine del 2023 nella stessa zona, quando l'11 dicembre 2023 un merci di Rail Cargo Carrier-Croatia con 19 carri di cereali diretto a Rijeka non si fermò a Meja, dove la sosta era obbligatoria, e tra Meja e Škrljevo urtò un mezzo di manutenzione di HŽ Infrastruktura, uscendo in gran parte dai binari.
Antonio Illariuzzi









































































