Anche se è eccessivo definirlo un sorpasso storico, ma sta di fatto che le società di leasing nel loro insieme sono diventate le principali proprietarie del parco carri merci europeo. Con una quota del 42% hanno superato in termini di volume i carri detenuti da quelle che si possono definire le ferrovie ex statali anche se tuttora a partecipazione pubblica, che storicamente controllavano una quota considerevole del parco carri europeo. Queste ultime restano proprietarie del 40% del parco, mentre il resto è in mano ai privati, ma con una realtà molto polverizzata e quindi poco rilevante come spessore del mercato, al massimo significativa solo dal punto di vista percentuale.
Secondo un’analisi di mercato condotta da Sci Verkehr, società di consulenza gestionale specializzata nel settore ferroviario e logistico, le prospettive di mercato per i carri merci sono positive. Non deve destare più di tanto preoccupazione il fatto che nel 2025 si è andati un po’ in controtendenza dopo diversi anni di crescita nelle consegne. Sulla domanda di nuovi carri in quell’anno hanno pesato il debole andamento del trasporto merci su rotaia, l’incertezza economica, i cambiamenti dei flussi commerciali e non ultimo il quadro geopolitico caratterizzato da guerre e conflitti diffusi.
Ma nonostante il rallentamento nel corso del 2025, Sci Verkehr prevede un aumento medio annuo del mercato del 2,7% fino al 2030, arrivando così a un volume complessivo quantificato nell’ordine dei 36 miliardi di euro. Per avere un quadro efficace di come il settore del leasing sia cresciuto, basta fare un confronto rispetto alla situazione 15 anni fa. Nel 2010 i carri a noleggio rappresentavano il 22% del parco europeo, mentre quelli di proprietà diretta costituivano il restante 78%. La svolta è arrivata tra il 2025 e il 2026 dove i carri di proprietà hanno mantenuto teoricamente la maggioranza, ma solo mettendo insieme ferrovie ex statali e singole imprese private, dove però è significativo il fatto che le storiche amministrazioni ferroviarie hanno ceduto buona parte del mercato alle società di leasing.
Secondo l’analisi di Sci Verkehr, tra il 2010 e il 2025 la flotta europea a noleggio è cresciuta in media del 2,9% all’anno, mentre il parco di proprietà è diminuito in media del 3,3% ogni anno. Questo cambiamento è stato dettato dalla flessibilità offerta dal leasing rispetto alla rigidità di acquisire e gestire un parco carri con il rischio da una parte di essere costretti a fermi prolungati e quindi con una bassissima produttività, e dall’altro al contrario di accusare la carenza di veicoli specializzati quando questi occorrono. Per i costruttori di carri e per le società di leasing, il mercato europeo appare però abbastanza saturo in quanto sono stati parecchi i contratti sottoscritti negli ultimi anni e quindi giocoforza la domanda risulta più contenuta. In particolare, il segmento intermodale era stato il più vivace con numerose acquisizioni di carri specializzati anche in seguito a innovazioni tecnologiche che hanno ampliato la possibilità di trasporto dei semirimorchi in ferrovia.
Per le società di leasing però si aprono scenari interessanti al di fuori dell’Europa, Nord America a parte, dove la quota di materiale di proprietà delle ferrovie è ancora preponderante. A questo proposito, Sci Verkehr segnala come si assiste a una maggiore attenzione per il noleggio in mercati in cui il leasing di carri merci era in precedenza meno diffuso. La società di consulenza stima che intorno al 2030 la richiesta di servizi di noleggio arriverà a essere omogenea anche in altre aree geografiche extraeuropee dove ora i numeri sono più contenuti.
Piermario Curti Sacchi




























































