In una nota diffusa il 13 aprile 2026, Unatras annuncia che nelle riunione che si sono svolte nel fine settimana dell’11 e 12 aprile a livello nazionale è emerso un orientamento favorevole verso il fermo nazionale dell’autotrasporto, con un atteggiamento “univoco”, che secondo il coodinamento delle associazioni unisce imprese di piccole e medie dimensioni. La nota spiega che “tra i fattori definiti ‘dirompenti’ dalle imprese del settore vi è l’atteggiamento, giudicato ‘irresponsabile’, della committenza, che determina una riduzione fino a 40 centesimi al litro, e la mancanza di attenzione da parte del Governo che, secondo quanto dichiarato dal ministro Urso, avrebbe già assunto decisioni a favore del settore’. La categoria rileva tuttavia di non essere a conoscenza di alcun provvedimento concreto”.
Unatras mette in evidenza altri punti critici, che sono stati rilevati dall’associazione dei consumatori Codacons: “mentre da un lato le imprese risultano fortemente penalizzate, dall’altro si registra il perdurare di fenomeni speculativi e il conseguimento di maggiori introiti sia per alcuni operatori sia per l’erario”. Il prossimo passo verso un eventuale fermo è la riunione del Comitato esecutivo, che si pronuncerà venerdì 17 aprile e, in caso positivo, avvierà le procedure previste per indire e annunciare il blocco dei servizi di autotrasporto.
Intanto la protesta procede a livello locale. Sempre il 13 aprile, l’associazione siciliana Aitras ha comunicato che alla mezzanotte dello stesso giorno inizierà il fermo indetto dal Comitato Trasportatori Siciliani. La protesta “durerà cinque giorni e interesserà le attività di tutti i porti commerciali siciliani in cui verranno congelate tutte le attività di carico-scarico dei semirimorchi dalle navi. Il 90% delle aziende che effettuano trasporto intermodale ha aderito al fermo; non ci saranno né blocchi né presidi stradali. Il nostro obiettivo è quello di non rifornire le Gdo almeno fino a che non avremo impegni scritti dal governo nazionale a seguito di un incontro”.
Le rivendicazioni degli autotrasportatori siciliani sono diverse: chiarezza sui calcoli e i criteri di pagamento del Sea Modal Shift (contributo al trasporto combinato strada-mare); usare i fondi Ets versati dalle compagnie marittime al ministero dei Trasporti per finanziare il Sea Modal Shift; chiedere una proroga a Bruxelles dello stesso Sea Modal Shift, che scadrà nel 2027; chiarimenti sull’introduzione dell’Ets2 nel 2028; intervenire sull’aumento del costo di traghettamento.
Aitras lamenta anche l’indifferenza delle istituzioni verso le richieste dell’autotrasporto: “A oggi solo il prefetto di Catania si è concretamente attivato per farci avere un incontro con il ministero dei Trasporti dopo averci convocato venerdì scorso per comprendere i motivi del fermo. Né il presidente della Regione Siciliana Schifani, né l’assessore ai Trasporti Aricó si sono attivati nemmeno per incontrarci e per capire per capire i motivi della protesta”.




































































