La Federazione Italiana Autotrasportatori Professionali segnala un aumento consistente delle comunicazioni provenienti dalle imprese di autotrasporto in merito a pressioni sui vettori, minacce commerciali e richieste di rinuncia agli indennizzi previsti dall’articolo 6-bis del Decreto legislativo 286 del 2005. Secondo quanto riferito da Fiap il 27 novembre 2025, alcune realtà della committenza starebbero condizionando l’operatività delle imprese, arrivando a prospettare la revoca degli incarichi o la sostituzione dei fornitori che applicano la norma sui tempi di attesa, con richieste di dichiarazioni o accordi contrari alla Legge. La federazione considera queste condotte lesive della legalità e potenzialmente legate a situazioni di dipendenza economica.
La documentazione trasmessa a Fiap mostra un quadro che, secondo la federazione, produce distorsioni nella concorrenza e impatta sulla qualità del lavoro degli autisti, con ripercussioni sulla sicurezza dei flussi logistici. La norma in questione, introdotta per disciplinare i tempi di attesa presso i siti di carico e scarico, stabilisce indennizzi obbligatori in caso di superamento delle soglie previste. La federazione ricorda che eventuali clausole di rinuncia sono nulle e che il carattere imperativo della disposizione non consente margini negoziali.
Fiap ha attivato due iniziative immediate. La prima riguarda una segnalazione formale all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, con richiesta di avviare un’indagine conoscitiva sui rapporti tra committenza e imprese di autotrasporto e di verificare possibili pratiche che ostacolano l’applicazione della norma. La seconda consiste nell’invio, nelle ore successive, delle prime diffide indirizzate ai committenti indicati dalle imprese associate come responsabili di comportamenti contrari alla Legge. La federazione sottolinea che tali comunicazioni richiamano la disciplina vigente e segnalano la possibile rilevanza delle condotte ai fini dell’abuso di dipendenza economica.
Fiap avvia inoltre un osservatorio permanente, affiancato da un centro studi dedicato alla corretta applicazione dell’articolo 6-bis. L’osservatorio avrà il compito di raccogliere segnalazioni, documentare ritardi, pressioni indebite e condotte scorrette nei siti di carico e scarico, oltre a elaborare dati utili a individuare criticità nella struttura della filiera. I risultati saranno comunicati periodicamente alle istituzioni, alle prefetture, all’Autorità garante e al ministero dei Trasporti, con l’obiettivo di fornire un quadro aggiornato della situazione e supportare eventuali interventi correttivi.






































































