Turkish Airlines ha annunciato all’inizio di gennaio 2026 un investimento da 100 miliardi di lire turche, pari a circa due miliardi di euro, destinato alla realizzazione del uno dei più grandi terminal cargo aereo del mondo e di un impianto di catering di bordo. Il progetto sarà sviluppato presso l’Istanbul Airport e ha l’obiettivo di rafforzare il ruolo della Turchia come nodo logistico tra Europa, Asia e Africa.
La cerimonia di posa della prima pietra è programmata per l’8 gennaio 2026, alla presenza del ministro dei Trasporti Abdulkadir Uraloğlu e del presidente del Consiglio di amministrazione di Turkish Airlines, Ahmet Bolat. Secondo le informazioni diffuse dalla compagnia, l’investimento porterà alla creazione di circa 26mila nuovi posti di lavoro diretti e indiretti e si inserisce nel quadro della strategia Vision 2033, che accompagna Turkish Airlines verso il centenario previsto nel 2033.
Il progetto è guidato da Turkish Airlines e dalla sua divisione merci Turkish Cargo, che negli ultimi anni ha registrato una crescita sostenuta. Nel 2024 Turkish Cargo ha movimentato circa due milioni di tonnellate di merci, con un aumento del 20% su base annua, raggiungendo il terzo posto a livello mondiale per tonnellate chilometro trasportate, alle spalle di FedEx Express ed Emirates SkyCargo. Questo posizionamento è stato ottenuto con anticipo rispetto ai piani industriali iniziali della compagnia.
Il fulcro dell’investimento è il nuovo terminal cargo, progettato per raggiungere una capacità annua di 4,5 milioni di tonnellate. Questa soglia collocherebbe Istanbul davanti ai principali scali merci mondiali, come Hong Kong e Memphis, che nel 2024 hanno gestito volumi inferiori. Il nuovo complesso rappresenta un’estensione dell’attuale terminal Smartist, inaugurato nel 2022 con una capacità di 2,2 milioni di tonnellate annue e già considerato tra i più avanzati dal punto di vista tecnologico.
L’espansione, indicata come Smartist 2.0, porterà la superficie complessiva del terminale a oltre 300mila metri quadrati. L’infrastruttura sarà caratterizzata da un elevato livello di automazione, con sistemi di stoccaggio e recupero automatici, gestione informatizzata delle unità di carico e utilizzo di veicoli autonomi per la movimentazione interna. Particolare attenzione è riservata alla gestione della catena del freddo, con aree dedicate a più fasce di temperatura per prodotti farmaceutici, alimentari e deperibili, in linea con le certificazioni internazionali già ottenute da Turkish Cargo.
Accanto al terminale merci, il piano prevede la costruzione di un impianto di catering di bordo con una capacità produttiva fino a 500mila pasti al giorno. La struttura servirà l’intero network di Turkish Airlines, che trasporta oltre 85 milioni di passeggeri all’anno, e consentirà una maggiore integrazione delle attività di preparazione, logistica e distribuzione dei pasti, con benefici in termini di efficienza operativa e standard qualitativi.
Il pacchetto d’investimenti comprende inoltre nuovi centri dati, destinati a rafforzare l’infrastruttura digitale della compagnia, un grande centro per la manutenzione dei motori di aeromobili a fusoliera larga e nuove strutture formative per il personale tecnico e operativo. Secondo quanto riferito dal ministero dei Trasporti, questi interventi sono coerenti con il piano nazionale di rafforzamento delle infrastrutture logistiche e di trasporto.
Dal punto di vista temporale, Turkish Airlines non ha indicato una data di completamento precisa. Progetti di dimensioni comparabili richiedono generalmente tra due e quattro anni di lavori. Considerata la scala del terminale cargo di Istanbul, l’entrata in funzione è attesa in modo progressivo tra la fine del decennio e l’inizio del successivo, in linea con gli obiettivi fissati per il 2033.
La scelta d’Istanbul come sede dell’investimento risponde a una logica geografica e strategica. La città si trova al centro dei principali corridoi di traffico tra Europa, Asia e Medio Oriente e svolge un ruolo chiave nel Middle Corridor, l’asse logistico che collega la Cina all’Europa passando per l’Asia centrale e il Caucaso. Secondo le analisi del settore, questo corridoio consente tempi di trasporto ferroviario inferiori rispetto alle rotte tradizionali e rappresenta un’alternativa rilevante in un contesto di tensioni geopolitiche.
Negli ultimi anni l’Istanbul Airport ha migliorato rapidamente il proprio posizionamento nel traffico merci globale, salendo di molte posizioni nelle classifiche internazionali. Secondo il gestore aeroportuale, nel 2023 il contributo diretto e indiretto dell’aeroporto all’economia turca ha superato i 24 miliardi di dollari, pari a circa il 2,2% del prodotto interno lordo nazionale.
Per Turkish Cargo, l’ampliamento delle infrastrutture è funzionale a una strategia di crescita che prevede l’espansione della flotta dedicata e l’estensione della rete di destinazioni servite. La compagnia ha annunciato ordini per nuovi aeromobili cargo di ultima generazione e punta a rafforzare ulteriormente la propria quota di mercato a livello globale.
Anna Maria Boidi



























































